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«"Chi canta, prega due volte", ci
insegna S. Agostino. Dopo uno sguardo attento alle opere di
Giuseppe Piacenza non possiamo non chiederci quante volte prega
chi dipinge. Poeta dell'immagine, l'Autore raffigura con amorevole
familiarità gli scorci degli spazi cosmici come luogo di soglia
aperto verso la dimensione dello Spirito, dove sfrecciano le sue
astronavi di luce cristallizzata sempre tese verso la fonte
dell'infinito. Simbolo della propria anima che si eleva fino ai
più sublimi livelli di contemplazione, i suoi veicoli spaziali
viaggiano nelle vastità siderali alla scoperta di un caldo
universo brulicante di vita dove ogni astro brilla di amore e ogni
galassia ci parla del soffio vitale che anima il Cosmo rendendolo
Creato. Cantore dell'Immenso, l'Artista accende di stupore sacro
la visione del luogo primordiale dove rifulse il fuoco della
Creazione facendolo risuonare del suo devoto amore che ci diviene
incantata preghiera. Mistico del mondo celeste, Giuseppe Piacenza
ci porta alla conoscenza delle radici trascendenti della nostra
esistenza, abbagliandoci col fulgore del Divino che si rivela
nell'Infinito da cui provengono il Tempo, la Terra e l'Uomo e dove
ci attende l'Eternità». (Alfonso Confalone) |
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«L'opera di Giuseppe Piacenza si realizza in una dimensione
protesa verso il futuro, in cui domina l'armonia del creato.
Abbandonando il gusto descrittivo del reale, il pittore ha assunto
la consapevolezza del trascendente, in un continuo fluire tra
serenità visionaria e turbolenza intergalattica. Così le
astronavi squarciano il vuoto, che poi vuoto non è, creando dei
varchi singolari lungo il cammino verso l'infinito. La speranza
però delinea i volti dei pianeti, la luminosità delle astronavi
vede nella sua introspezione la centralità dell'uomo
nell'universo, che misura costantemente la sua grandezza con
l'infinità dell'etemo. Tale rapporto, romanticamente inteso, viene
a creare moti di forza, che perlopiù tendono verso la
materializzazione dell'incerto cammino dell'uomo. In Astronave
oliva il campo visivo viene invaso dall'esplosione magmatica
del rosso e del giallo che divide la volta celeste lungo la
diagonale della tela. Saturno, nella sua magnificenza e
particolarità, osserva l'esplorazione dell'intelletto-astronave e
s'illumina di luce riflessa. Così appare uno sfondo di
drammaturgia cristiana in cui "la pienezza della disponibilità
all'amore universale è il segreto che alimenta questa pittura,
raffinata e ben composta, armoniosa nei tratti e nelle scelte
cromatiche, capace di infondere nello spirito di chi la osserva
autentici aneliti di pace" (S. Perdicaro)». (Giuseppe Manitta) |
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L'ESPANSIONE DELL"UOMO NELL"UNIVERSO |
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"Basta che un
artista scelga un soggetto perché esso non appartenga più alla
natura" (Goethe) |
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L'ispirazione artistica e scientifica viene da Dio: anche
l'ateo ha Dio nell'inconscio, il quale non è statico e inattivo,
ma attivo e dinamico e si rivela, cioè si esprime, nella scoperta
scientifica, nella creatività ed espressione artistica. |
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Questo l'ho
constatato quando nella mia seconda opera che ho dipinto
per- rappresentare lo spazio interplanetario e
sidereo terminata l'opera, mi sono reso conto che ho rappresentato
la "seconda legge di Newton" della "gravitazione universale", e
questo inconsciamente, cioè senza rendermene conto. |
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Io
dipingo per l'espansione pacifica dell'uomo nell'universo, ove,
nonostante lo sproporzionato e disumano aumento delle spese
militari per distruggere il pianeta
terra, fra 100 anni
l'uomo
abiterà in permanenza nello spazio interplanetario. |
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Il
20% degli uomini
possiede 1'80% dei beni della terra, mentre 1'80% degli uomini ha
solo a disposizione il 20% dei beni della terra. Quello che è più
grave è che i paesi ricchi vendono le armi ai popoli più poveri,
invece di dar loro tutti gli strumenti
per lo Sviluppo. |
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La pace
non si ottiene con il perfezionamento degli armamenti ma, al
contrario, tramite il disarmo: la pace non può essere imposta con
la guerra vinta, cioè con la violenza, ma
con il
nostro amore unito a quello di Dio fino al
punto da divenire una cosa sola con Dio e con tutti gli uomini
in una fusione d'amore fraterno e divino nella pace universale. |
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Giuseppe Piacenza |
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