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«Commentare le opere di Michele Gariglio è un impegno serio e gradevole per la singolare personalità dell'artista, come si riflette nella sua opera pittorica e nella trasparente e meditata produzione poetica.

Basta infatti parlare anche per breve tempo con Gariglio per verificare in lui un continuo stato di grazia creativa, dal momento che anche le sue parole sembrano illuminarsi di luce e di colore, con improvvise interruzioni, che lasciano all'interlocutore la responsabilità di completare il pensiero e di configurare le immagini.

Quando si presenta un pittore, sembra scontata la necessità di collegarlo a qualche scuola o almeno collocarlo in una determinata tradizione artistica, rifuggo da tale tentazione che appartiene a certi critici d'arte e che ne arricchisce indubbiamente la responsabilità propria di una ricerca culturale sempre valida.

Un pittore come Michele Gariglio potrebbe essere considerato un'artista che si sia chiuso in se stesso e viva attimi di poesia pittorica che appartengono soltanto a lui, concedendone il godimento agli altri, proprio per mostrare quanto possegga di sentimento e di sapienza pittorica.

Pur provando il bisogno d'appartarsi, per mettere meglio a fuoco i significati della propria vita interiore, egli è ben lungi dal barricarsi in una torre d'avorio, poichè crede nella pittura, così come crede nell'amore universale, affida questi messaggi e se questi messaggi sono lirici, ciò dipende dal temperamento dell'artista, dalla qualità dei suoi sentimenti, dalle fonti della sua ispirazione, ma dipende soprattutto dal fatto che Gariglio crede nella natura tanto quanto crede nell'arte e non v'è miglior mezzo per propagare codesta religione che esaltarne i valori più sottilmente emotivi, ossia quelli lirici.

In taluni suoi quadri di qualche tempo fa', ed oggi più che mai, vi sono elementi che gli attribuiscono un diritto di cittadinanza 'padana', tagli larghi e profondi, materia ancor densa e nutrita, tonalismo arricchito da forti timbrici, possono sembrare dati abbastanza generici e che potrebbero essere comuni a molti artisti. Possono sembrare, ma non lo sono poichè Gariglio in questo materiale espressivo vincolato da una realtà chiaramente percepibile, ha saputo infondere qualcosa che è solamente sua.

E un calore su cui incombe una vaga minaccia di solitudine e il piacere d'assaporare i diversi profumi della terra, sovrastato dall'ansia di cogliere soltanto quelli coi timore di lasciarsi sfuggire, un senso di nostalgia, nel quale l'artista si riconosce e si identifica.

La luce, il vento, lo spazio non conoscono la tirannia dei tempo e neppure la pittura.  L'ieri, l'oggi, il domani, il sempre assumono forme senza confini e si compenetrano offrendoci un panorama illimitato, noi siamo cose che posseggono una vista effimera, ma questa si riflette nei sentimenti che mutano col mutare degli eventi.

Ritroviamo le poetiche dei passato, in quelli dei presente, perchè la poetica è una e quando la pittura si fa' poesia è sempre e sarà sempre attuale.  Michele Cariglio è uno di questi artisti che hanno attuato un simile incantesimo rendendolo una realtà.  Entrare nel suo mondo pittorico significa aver scavalcato i limiti artificiosi che poniamo le espressioni umane, significa anche aver trovato la forza di svincolarsi dai condizionamenti che la società quella d'oggi, come di ogni altra epoca ci vorrebbe imporre, con lui si esce da questo genere di schiavitù e si ritrova il gusto di assaporare i sentimenti per quello che veramente sono.

La solitudine dei nostro artista non è dunque un mezzo d'evasione, ma un preciso impegno umano.

Michele Gariglio ha trasferito sulla tela perchè essa giunga a noi, questo impegno umano, in ogni momento e a quelli che verranno dopo, a quelli che verranno dopo di noi, finchè l'uomo vivrà la sua avventura di sentimenti, di memorie e di intuizioni, in una parola ... di poesia». (Resca Dott.  Franco)

 


 

«Descrivere le opere di Michele Ganglio è come lasciarsi dondolare nell’intimo del paesaggio, guidare dal calore di una poesia che diventa realtà…

Dolce è ascoltare il rumore del vento.... sfuma i suoi paesaggi, li accarezza dolcemente; lo puoi sentire tra le dita quel delicato fruscio delle sue foglie, che non vogliono disturbare... intanto ne assaporo il profumo; lo puoi rubare, se solo sai avvicinarti in silenzio, per non disturbare il suo delicato equilibrio, fatto di poesia, semplicità e amore....

...Il verde dei suoi prati riempie di serenità e giocosa voglia di correre, rotolando a piedi nudi, dimenticando anche solo per un minuto di essere cresciuti, se solo sai avvicinarti come fosse un “folle gioco” di spontaneità...

Sfioro i colori del cielo, mi vesto di nuvola e rincorro la libertà  in questo mondo di sogni, dove nessuno può disturbare, se solo sai respirare profondamente e ringraziare...

Intingo la pienezza delle montagne, che sanno inebriarti di un dolce sapore di fiori e di vita; la puoi toccare, se solo sai lasciarti trasportare dal suo cuore, stregare, intrecciare la sua anima, affinché l’universo sia un giocoso “viaggio” con la vita che un suo dipinto riesce a darti....». (Antonella Marisaldi)