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Pittore e
incisore. Formatosi nel Gruppo Cult. Carlo Dalla Zorza, ha
frequentato vari corsi presso la Scuola Int. di Grafica a
Venezia, l'ultimo nel '91 con Licata. Ha esposto su invito in
Italia, Europa, USA e Australia, ottenendo premi e successo di
critica. Fra le mostre e i premi più recenti: 1997, Collettiva
Centro Cult. Le Bugatti, Parigi; 1998, Collettiva Gall. Centro
Storico, Firenze; 1° premio Modernart, Valenza; Premio
Serenissimo Doge, Venezia; Fiere d'Arte di Ferrara e Padova;
personale Gall. Modigliani, Milano; 1999, personale Gall. Il
Candelaio, Firenze; 2000, mostra personale premio all'International
Prix, Rimini; presente nell'Albo e nella Mostra Premio Italia
Arti Visive, Firenze. Critici: P. Rizzi, G. Gasparotti, O.
Campigli, M. Stefani, E. Buda, T. Toniate, J. Botella, A.
Mirò, J. Albert, M. Candela, G. Tufi ed altri. Sue opere sono
in collezioni pubbliche e private in Italia, Scozia,
Inghilterra, Spagna, Francia, Canada. In permanenza presso:
Galleria Alba, Ferrara; Peter Gallery, Desenzano del Garda. |
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«Una vivace sintesi di forme e concetti, di
concretezze visibili e intuizioni impalpabili si definisce nei
dipinti di Tarquinio Bullo, sostenuti da un linguaggio
originale e ricco di sonorità cromatiche. La creatività
dell'artista si dispiega, attraverso una simbologia
significativa, in un contesto dominato da una ritmata
scrittura segnica, dove affiora una visione stilizzata dei
soggetti o di taluni particolari di essi volutamente
amplificati, secondo una sintassi espressiva modulata tra
realismo e astrazione.» (S. Perdicaro) |
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«L'arte di
Tarquinio Bullo, nel suo insieme, è una delle più
significative espressioni dei panorama estetico odierno, dove
ha conseguito un ruolo di primo piano grazie alla coerenza
operativa dimostrata dall'artista nel lungo arco della sua
attività, seguendo sempre le istanze dell'interiorità, senza
nulla concedere a distraenti richiami di mode o correnti.
Bullo affronta, con straordinaria capacità
d'elaborazione, tematiche diverse in un linguaggio personale e
incisivo, dove si fondono con originalità istanze figurali e
metaforiche astrazioni, creando forme vivacemente ritmate in
uno sfavillare di guizzanti cromie. Le sue immagini colgono il
dinamico vibrare di una realtà contingente mai confinata al
ruolo di occasionale riferimento ispirativo, ma sempre
felicemente sintonizzata alle intuizioni e ai sentimenti
germinati nella sua sensibilità; e tutto ciò egli lo esplicita
in un'espressività d'immediata presa emozionale e visiva, cui
ben si adatta la definizione di "astrazione figurata".
L'artista stesso lo conferma quando, a proposito della sua
ricerca, dice: "Uso l'astratto per esprimere sentimenti e
intense emozioni..."». (Salvatore Perdicaro) |