Fausto Tronci

via E. D'Arborea 27
09040 Serdiana (CA)
 

070/74.00.55

 

 
 

 
 
   
 

 

EXCURSUS OPERATIVO ED ECONOMICO

Fausto Tronci nasce a Cremona, da genitori sardi. Si laurea a Parma in lettere con perfezionamento in filosofia.

Unitamente agli studi universitari e poi al lavoro di docente, coltiva una forte inclinazione per le arti visive. Si iscrive all'Accademia di Brera frequentando numerosi corsi specifici delle tecniche grafiche e pittoriche.

Ha il battesimo dell'arte a Cremona nel 1972 con una personale. L'iniziazione padana lo porta a respirare l'arte en plain aire, percorrendo col cavalletto in spalla le rive del Po.

Nel 1979, obbedendo ad un richiamo proveniente dalla terra degli avi, lascia la pianura lombarda per la Sardegna, ove sviluppa un proprio metro pittorico ed espressivo ispirato all'assoluto naturale ed ambientale dell'isola nuragica.

Nel 1992 inizia ad operare con esposizioni a Cagliari, presso la galleria II Colore, e poi in altri centri della Sardegna, in particolare presso la galleria "II Gabbiano" di Cagliari, partecipando attivamente alle iniziative locali con un proprio contributo stilistico, senza tagliare comunque i ponti con l'arte del Continente.

Presenze con premi e conferimenti significativi a Sanremo, Milano, Piacenza, Ferrara, Soresina, Padova. A Stresa nel 2005 gli è stato assegnato il Premio Ambiente per l'Arte.

PROFILO ECONOMICO:

Respiro creativo intenso ma non esasperato dalla produttività. Quotazione contenuta e in tensione. Opere disponibili sul mercato non molte e tutte di caratura tecnica annotevole, dedicate al paesaggio sardo.

BIBLIOGRAFIA:

Annuario Arte Moderna, 1996. "Aspetti dell'Arte", 2001, 2002, 2003. L'Elite, Dizionario Encicloped. Arte Contemp. 2003. Hub, Economia dell'Arte. Avanguardie Artistiche, 2004. Il Quadrato, 2005.

EMEROTECA:

La Provincia - Cremona. Paese Sera, Roma. Il Giorno, Milano. L'Unione Sarda, Cagliari. La Stampa, Torino.

Periodici: II Sassarese, Nuovi Orientamenti, Sardegna Magagne, La Sardegna, Le Cronache, II Provinciale, Sanluri Cronache, Voce della Sardegna.

TESTI CRITICI:

Secondo Giacobbi, P.A. Negri, Elda Pezzi, A.R. Pisu, P. Pais, M. Canalini, V. Piras, D. Conenna, C. Pellegrini.

ARCHIVI:

Archivio Nazionale Valori Aristici

ANVA - Artitalia

Banca Dati Telematica Arte - Milano

PERMANENZA:

 Le opere di Fausto Tronci sono disponibili presso lo studio dell'Artista a Serdiana (CA), Via D'Arborea, 3? Tel. 070.740055 ovvero presso la Galleria Area Expo Mediapolis, C.so Umberto 1° 31 a Stresa Tel. '0322.248517

SUL DIPINGERE NATURALMENTE. E NATURALMENTE, SUL DIPINGERE

«Non è la scoperta dell'acqua calda: ogni tema pittorico richiede una soluzione segnico-cromatica appropriata per essere espresso con una fedeltà di linguaggio ambientale. I rischi, se cosi non fosse, sarebbero quelli dell'alterazione descrittiva, a cui per molti versi, siamo continuamente sottoposti. Basti pensare alle non infrequenti commistioni dell'antico segno col moderno colore, o viceversa, perpetrate in nome di una ricerca fine a se stessa, durante lo spazio di un mattino

Che sia di strettissima, lancinante attualità - per i temi affrontati e per le tecniche perseguite— il naturalismo di Fausto Tronci, basterà verificarlo nelle gallerie in giro per il mondo, col "nuovo" ruolo dell'uomo-artista (vedi il settore "Giovani" dell'Arte Fiera di Bologna, certi padiglioni della Biennale a Venezia o, peggio, il Futur Show, sempre a Bologna). Il gesto antropico per eccellenza, di impugnare il pennello e riprodurre la : realtà del dintorno è considerato un fatto paleoespressivo.

Le mille osservazioni, purtroppo non estensibili in dieci centimetri quadri di Scarta, sul perché dunque Fausto Tronci, cremonese di nascita, abitatore delle Sardegne più intense, pur appartenendo ad una asseverata, osservante tradizione pittorica, sia da considerare un emerito cursore di quell'unico movimento contemporaneo che possa oggi elevarsi alla giusta attenzione critica, il naturalismo, sono tutte leggibili ad occhio nudo sulle sue tele. 

Si sta perdendo il rapporto tra l'uomo e l'osservazione del circostante. Viviamo una sorta di Antipaessaggio, soporifero, indolore, nel quale il gusto di "essere" interprete-medium della terra sulla quale si vive è andato perdendosi, con la camera oscura prima e con l'arte informatica adesso, con le istallazioni e le performances. La verità è che nessuno più vuole dipingere. L'operazione compositiva di Fausto Tronci, questa impressione dell'assoluto naturale, ha dunque i crismi di un "ritorno al passato", che mai come oggi, espunto dalle retoriche del belvedere, è il nostro futuro. Dai graffiti di Altamira alla Padania di Fontanesi, l'uomo ha dipinto - per vocazione innata - il proprio circostante. Fausto Tronci con i suoi oli a cielo aperto, con i suoi paesaggi solari, con i suoi "fiori di cardo", si trova ad avere, non certo per divinazione, il ruolo del porta­tore sano di un passato pittorico assurto a omeopatia del presente, anzi vaccino con­tro l'ideologia della natura-pittura inquinata, corrotta dalle biòtecniche, ridotta a contenitore di villette a schiera, donata da paesaggi ripetitivi, anonimi, che si apro­no sulle anse marine della Gallura ma potrebbero essere della periferia di Milano o di Stoccolma. Un paesaggio senza odori e senza sapori, come certi cibi da break-fast. Ecco, con Tronci, ritorniamo ai buoni propositi espressivi e compositivi. Torniamo ai colori della terra. Risentiamo l'arsura delle estati campidane, la maestà dei costoni del Gennargentu, il viola spento dei cardi che crescono spontanei nella terra con la quale Fausto Tronci mescola i suoi pigmenti. La Sardegna, madre terra di tutti i colori.

Questa scelta, dicevamo all'inizio, segnico-cromatica, lo salvaguarda da quelle gratuità paesaggistiche, da quelle scoperte dell'acqua calda che ingolfano le gallerie. Questa scelta rende immediatamente distinguibile il suo cadenzare narrativo e - in ultima analisi - geografico (geografico, nel senso di "segno della terra")». (Donat Conenna)

FAUSTO TRONCI, AMORE FILIALE VERSO LA NATURA

«Che Fausto Tronci riesca a stabilire un approccio ed un rapporto quasi narrativo col paesaggio, motivati da un amore viscerale per la natura, pare evidente. Dare i un'anima pittorica alla natura può farlo soltanto chi è riuscito a stabilire con essa un rapporto d'amore, colui che sa cogliere l'essenza visiva e le intimità recondite che si nascondono in un fiore, in un albero, in un prato adagiato nelle sue mille pieghe 'vegetative naturali. Tutto questo riesce a rappresentare Fausto Tronci nei suoi dipinti, perché la natura non è contaminata dalla intromissione violenta dell'uomo.

Gli preme anzi raffigurarla nella sua bellezza. Alle nature morte preferisce i fiori rappresentati nel loro essere e colti nel loro contesto naturalistico. 

La tecnica pittorica più immediata per raffigurare questa realtà paesaggistica è senza dubbio quella a olio piuttosto che l'acquerello o la tempera, che pure sa usare con maestria.

Nei dipinti di Fausto Tronci assume vita e colore il cardo sardo, il carciofo selvatico, rappresentato nella sua evoluzione ciclica: dalla nascita all'appassimento, dalla rigenerazione alla rifioritura seguendo l'alternarsi delle stagioni. Buona parte dei paesaggi richiama la campagna di Serdiana, suo nido familiare, e dintorni; ma ,l'occhio e l'osservazione di Tronci spaziano per la Sardegna intera e si fissano su  squarci, angoli, piante, specchi d'acqua, panorami di Bosa, di Orani, delle zone  interne del nuorese.

II tema dominante è sempre il binomio natura-paesaggio trattato con il giallo, il verde, il blu di Prussia adattati alle varie combinazioni cromatiche per gli sfondi montani e collinari; e poi il terra di Siena allo stato naturale per rendere il colore rossiccio dei cespugli; il giallo amaranto per creare l'effetto del marroncino schiarendo il terra di Siena o per giungere ad uri contrasto con un marrò più chiaro e delicato.

La tecnica del colore è interpretata con garbo e raffinatezza. Il cromatismo non è mai fine a se stesso: è trattato con spessori diversificati in modo da creare un pieno ed un vuoto che, a loro volta, danno e segnano spazi prospettici in un breve tratto pittorico oppure risaltano luna particolarità: una pianta, un fiore, un cespuglio, (una siepe, un sentiero, un viottolo. Tronci realizza così la stratificazione dei piani pittorici, per cui si ha un primo staglio caricato di colore e quasi in rilievo, un secondo piano interno e un terzo piano sfumato. Ne deriva la profondità di campo la veduta prospettica originate dalla diversificazione dei piani e degli strati pittorici.

Altri effetti cromatici vengono ricavati dallo studio tonale dei gialli e dei verdi.

Queste ed altre riflessioni attraversano la mente dell'osservatore ed ogni quadro si riconosce da un titolo visivo più che tematico. Ma se si vuole individuare un percorso a tema nella pittura di Fausto Tronci, allora il denominatore comune non può che essere quello della natura nei suoi aspetti stagionali, espressi - si può ben rilevare in ultimi analisi - con una sorta di amore filiale verso la Natura». (Vittorio Piras)