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EXCURSUS OPERATIVO ED ECONOMICO |
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Fausto Tronci nasce a Cremona, da
genitori sardi. Si laurea a Parma in lettere con
perfezionamento in filosofia. |
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Unitamente agli studi universitari
e poi al lavoro di docente, coltiva una forte inclinazione per
le arti visive. Si iscrive all'Accademia di Brera frequentando
numerosi corsi specifici delle tecniche grafiche e pittoriche. |
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Ha il battesimo dell'arte a
Cremona nel 1972 con una personale. L'iniziazione padana lo
porta a respirare l'arte en plain aire, percorrendo col
cavalletto in spalla le rive del Po. |
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Nel 1979, obbedendo ad un richiamo
proveniente dalla terra degli avi, lascia la pianura lombarda
per la Sardegna, ove sviluppa un proprio metro pittorico ed
espressivo ispirato all'assoluto naturale ed ambientale
dell'isola nuragica. |
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Nel 1992 inizia ad operare con
esposizioni a Cagliari, presso la galleria II Colore, e poi in
altri centri della Sardegna, in particolare presso la galleria
"II Gabbiano" di Cagliari, partecipando attivamente
alle iniziative locali con un proprio contributo stilistico,
senza tagliare comunque i ponti con l'arte del Continente. |
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Presenze con premi e conferimenti
significativi a Sanremo, Milano, Piacenza, Ferrara, Soresina,
Padova. A Stresa nel 2005 gli è stato assegnato il Premio
Ambiente per l'Arte. |
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PROFILO ECONOMICO: |
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Respiro creativo intenso ma non
esasperato dalla produttività. Quotazione contenuta e in
tensione. Opere disponibili sul mercato non molte e tutte di
caratura tecnica annotevole, dedicate al paesaggio sardo. |
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BIBLIOGRAFIA: |
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Annuario Arte Moderna, 1996.
"Aspetti dell'Arte", 2001, 2002, 2003. L'Elite, Dizionario
Encicloped. Arte Contemp. 2003. Hub, Economia dell'Arte.
Avanguardie Artistiche, 2004. Il Quadrato, 2005. |
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EMEROTECA: |
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La Provincia - Cremona. Paese
Sera, Roma. Il Giorno, Milano. L'Unione Sarda, Cagliari. La
Stampa, Torino. |
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Periodici: II Sassarese, Nuovi
Orientamenti, Sardegna Magagne, La Sardegna, Le
Cronache, II Provinciale, Sanluri Cronache, Voce della
Sardegna. |
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TESTI CRITICI: |
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Secondo Giacobbi, P.A. Negri, Elda
Pezzi, A.R. Pisu, P. Pais, M. Canalini, V. Piras, D. Conenna,
C. Pellegrini. |
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ARCHIVI: |
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Archivio
Nazionale Valori Aristici |
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ANVA
- Artitalia |
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Banca Dati
Telematica Arte - Milano |
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PERMANENZA: |
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Le opere di Fausto Tronci
sono disponibili presso lo studio dell'Artista a Serdiana
(CA), Via D'Arborea, 3? Tel. 070.740055 ovvero presso la
Galleria Area Expo Mediapolis, C.so Umberto 1° 31 a Stresa
Tel. '0322.248517 |
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SUL DIPINGERE NATURALMENTE. E
NATURALMENTE, SUL DIPINGERE |
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«Non è la scoperta dell'acqua
calda: ogni tema pittorico richiede una soluzione
segnico-cromatica appropriata per essere espresso con una
fedeltà di linguaggio ambientale. I rischi, se cosi non fosse,
sarebbero quelli dell'alterazione descrittiva, a cui per molti
versi, siamo continuamente sottoposti. Basti pensare alle non
infrequenti commistioni dell'antico segno col moderno colore,
o viceversa, perpetrate in nome di una ricerca fine a se
stessa, durante lo spazio di un mattino |
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Che sia di strettissima,
lancinante attualità - per i temi affrontati e per le tecniche
perseguite— il naturalismo di Fausto Tronci, basterà
verificarlo nelle gallerie in giro per il mondo, col "nuovo"
ruolo dell'uomo-artista (vedi il settore "Giovani" dell'Arte
Fiera di Bologna, certi padiglioni della Biennale a Venezia o,
peggio, il Futur Show, sempre a Bologna). Il gesto antropico
per eccellenza, di impugnare il pennello e riprodurre la :
realtà del dintorno è considerato un fatto paleoespressivo. |
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Le mille osservazioni, purtroppo
non estensibili in dieci centimetri quadri di Scarta, sul
perché dunque Fausto Tronci, cremonese di nascita, abitatore
delle Sardegne più intense, pur appartenendo ad una
asseverata, osservante tradizione pittorica, sia da
considerare un emerito cursore di quell'unico movimento
contemporaneo che possa oggi elevarsi alla giusta attenzione
critica, il naturalismo, sono tutte leggibili ad occhio
nudo sulle sue tele. |
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Si sta perdendo il rapporto tra
l'uomo e l'osservazione del circostante. Viviamo una sorta di
Antipaessaggio, soporifero, indolore, nel quale il
gusto di "essere" interprete-medium della terra sulla quale si
vive è andato perdendosi, con la camera oscura prima e con
l'arte informatica adesso, con le istallazioni e le
performances. La verità è che nessuno più vuole dipingere.
L'operazione compositiva di Fausto Tronci, questa impressione
dell'assoluto naturale, ha dunque i crismi di un "ritorno al
passato", che mai come oggi, espunto dalle retoriche del
belvedere, è il nostro futuro. Dai graffiti di Altamira alla
Padania di Fontanesi, l'uomo ha dipinto - per vocazione
innata - il proprio circostante. Fausto Tronci con i suoi oli
a cielo aperto, con i suoi paesaggi solari, con i suoi "fiori
di cardo", si trova ad avere, non certo per divinazione, il
ruolo del portatore sano di un passato pittorico assurto a
omeopatia del presente, anzi vaccino contro l'ideologia della
natura-pittura inquinata, corrotta dalle biòtecniche, ridotta
a contenitore di villette a schiera, donata da paesaggi
ripetitivi, anonimi, che si aprono sulle anse marine della
Gallura ma potrebbero essere della periferia di Milano o di
Stoccolma. Un paesaggio senza odori e senza sapori, come certi
cibi da break-fast. Ecco, con Tronci, ritorniamo ai
buoni propositi espressivi e compositivi. Torniamo ai colori
della terra. Risentiamo l'arsura delle estati campidane, la
maestà dei costoni del Gennargentu, il viola spento dei cardi
che crescono spontanei nella terra con la quale Fausto Tronci
mescola i suoi pigmenti. La Sardegna, madre terra di tutti i
colori. |
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Questa scelta, dicevamo
all'inizio, segnico-cromatica, lo salvaguarda da quelle
gratuità paesaggistiche, da quelle scoperte dell'acqua calda
che ingolfano le gallerie. Questa scelta rende immediatamente
distinguibile il suo cadenzare narrativo e - in ultima analisi
- geografico (geografico, nel senso di "segno della terra")».
(Donat Conenna) |
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FAUSTO TRONCI, AMORE
FILIALE VERSO LA NATURA |
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«Che Fausto
Tronci riesca a stabilire un approccio ed un rapporto quasi
narrativo col paesaggio, motivati da un amore viscerale per la
natura, pare evidente. Dare i un'anima pittorica alla natura
può farlo soltanto chi è riuscito a stabilire con essa un
rapporto d'amore, colui che sa cogliere l'essenza visiva e le
intimità recondite che si nascondono in un fiore, in un
albero, in un prato adagiato nelle sue mille pieghe
'vegetative naturali. Tutto questo riesce a rappresentare
Fausto Tronci nei suoi dipinti, perché la natura non è
contaminata dalla intromissione violenta dell'uomo. |
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Gli preme anzi
raffigurarla nella sua bellezza. Alle nature morte preferisce
i fiori rappresentati nel loro essere e colti nel loro
contesto naturalistico. |
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La tecnica
pittorica più immediata per raffigurare questa realtà
paesaggistica è senza dubbio quella a olio piuttosto che
l'acquerello o la tempera, che pure sa usare con maestria. |
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Nei dipinti di
Fausto Tronci assume vita e colore il cardo sardo, il carciofo
selvatico, rappresentato nella sua evoluzione ciclica: dalla
nascita all'appassimento, dalla rigenerazione alla rifioritura
seguendo l'alternarsi delle stagioni. Buona parte dei
paesaggi richiama la campagna di Serdiana, suo nido familiare,
e dintorni; ma ,l'occhio e l'osservazione di Tronci spaziano
per la Sardegna intera e si fissano su squarci, angoli,
piante, specchi d'acqua, panorami di Bosa, di Orani, delle
zone interne del nuorese. |
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II tema
dominante è sempre il binomio natura-paesaggio trattato con il
giallo, il verde, il blu di Prussia adattati alle varie
combinazioni cromatiche per gli sfondi montani e collinari; e
poi il terra di Siena allo stato naturale per rendere il
colore rossiccio dei cespugli; il giallo amaranto per creare
l'effetto del marroncino schiarendo il terra di Siena o per
giungere ad uri contrasto con un marrò più chiaro e delicato. |
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La tecnica del
colore è interpretata con garbo e raffinatezza. Il cromatismo
non è mai fine a se stesso: è trattato con spessori
diversificati in modo da creare un pieno ed un vuoto che, a
loro volta, danno e segnano spazi prospettici in un breve
tratto pittorico oppure risaltano luna particolarità: una
pianta, un fiore, un cespuglio, (una siepe, un sentiero, un
viottolo. Tronci realizza così la stratificazione dei piani
pittorici, per cui si ha un primo staglio caricato di colore e
quasi in rilievo, un secondo piano interno e un terzo piano
sfumato. Ne deriva la profondità di campo la veduta
prospettica originate dalla diversificazione dei piani e degli
strati pittorici.
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Altri effetti
cromatici vengono ricavati dallo studio tonale dei gialli e
dei verdi. |
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Queste ed altre
riflessioni attraversano la mente dell'osservatore ed ogni
quadro si riconosce da un titolo visivo più che tematico. Ma
se si vuole individuare un percorso a tema nella pittura di
Fausto Tronci, allora il denominatore comune non può che
essere quello della natura nei suoi aspetti stagionali,
espressi - si può ben rilevare in ultimi analisi - con una
sorta di amore filiale verso la Natura». (Vittorio Piras) |
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