Salvatrice Guastella

Via Monferrato,2
97013 Comiso (RG)
 

092/96.71.71 - 339/27.02.340
 

 
 

 
 
   
 

 

Salvatrice Guastella nasce il 28 giugno del 1959 a Comiso (RG) ,città dove vive e opera e nella quale ha sempre vissuto.

Nel suo curriculum culturale non vanta una formazione d'impronta artistica, bensì una maturità scientifica ed una Laurea in Lingue e letterature straniere.

Artista autodidatta, dunque, che nel '96 scopre una straordinaria sensibilità per il colore.

L'approccio iniziale, casuale quanto timido, produce esiti a tempera ed acrilico dal fresco e sensibile tono naturalistico. Lo stile semplice, quasi naif, lascia già intravedere grandi potenzialità di maturazione e un gusto per le tinte contrastanti. Nello stesso '96 partecipa al Premio di Pittura "Pietro Palma" a Scoglitti (RG) e alla manifestazione" Arte e Creatività Femminile nell'Aula " Pietro Palazzo" di Comiso.

Un serio impegno e un lavorio incessante di affinamento e di sperimentazione è sempre più evidente nelle opere che seguono, dove l'uso della tecnica ad olio facilita per versatilità e possibilità espressive questo processo.

Le opere di questi anni ('98-'02) maturano sempre più nell'artista l'esigenza di una libertà creativa che ben presto si rivela fertile di sviluppi. Lo spazio e il colore non vengono utilizzati per raffigurare in maniera realistica il soggetto ma questo spesso viene trasfigurato da un uso "improprio" del colore o da ima trasfigurazione delle forme. La pennellata si fa più lunga e decisa, rapida e nervosa, al pari dei colpi di spatola. Soggetto e cromatismi diventano strumenti per esprimere emozioni e sensazioni, dolori tensioni e delusioni.

L'approccio con la realtà diventa del tutto emotivo al punto che, nelle opere dell'ultimo periodo(2004), ci troviamo di fronte ad una evoluzione nell'iter creativo dell'artista. L' esigenza di sfuggire all'aspetto tragico della vita la porta ad abbandonare la rappresentazione realistica delle cose e ad appropriarsi di forme espressive fondate sul libero gioco dell'immaginazione e della percezione soggettiva.

Dotata di una inestinguibile sete di sperimentazione e di un'instancabile capacità di elaborare creativamente stimoli offerti da nuove tecniche create dalla stessa, ha raggiunto, nell'ultimo anno, superbi esiti pittorici, suscitando ammirazione e consensi fra gli "addetti ai lavori". 

L'elaborazione della sua originale tecnica mista, a base acrilica o metallica, è solo il punto di partenza per nuovi esiti artistici, soprattutto in nome del principio ulteriore che governa la creatività della Stessa.

In questa prospettiva oggi diventa diffìcile parlare della sua pittura; qualcuno l'ha già definita "ermetica e vulcanica". Lei stessa afferma che da un anno a questa parte la sua pittura ha poco di premeditato: nasce da uno stato di pseudo allucinazione, provocato da una qualche scossa emotiva la cui origine può essere oggettiva o soggettiva e della quale non si è responsabili.

Il 2004 è stato, per Salvatrice Guastella, un anno di produzione feconda e che segna un momento sicuramente importante nella sua carriera artistica. Le sono stati attribuiti numerosi riconoscimenti in occasione di manifestazioni e mostre a cui ha partecipato, sia in ambito regionale che nazionale.

Alcuni suoi lavori sono attualmente esposti alla galleria d'arte moderna "Alba "di Ferrara.

ITINERARIO ESPOSITIVO

Premio di Pittura " Pietro Palma", Scoglitti (RG) -1996

Mostra "Arte e creatività Femminile" Aula Pietro Palazzo, Comiso (RG)-1996

Mostra Mercato "L'Isola dei Mestieri", Comiso -2000

Mostra Mercato "L'Isola dei Mestieri", Comiso -2001

Mostra Mercato "L'Isola dei Mestieri", Comiso -2002

"Arte e Cultura le radici della pace"

II manifestazione artistica culturale Gela città greca - Palazzo Ducale Gela (CL) 2003 (terzo premio)

Concorso "Ischia l'isola dei sogni" Marigliano (SA) -2004

Premio Internazionale città di Pomigliano d'Arco (SA) -"2004

VIII edizione " Premio internazionale arte e cultura", CastelsangiorgÌo(SA) -2004 (quinto premio)

Mostra di pittura e scultura. Palazzo Malfitano, Naro (AG) -2004 (terzo premio)

"I valori delle tradizioni e la bellezza di Scicli tra colori ed emozioni" estemporanea di pittura, Scicli (RG) -2004

Premio internazionale "II Convivio 2004" , Castiglione di Sicilia (ME) -2004 "Colori e Forme della Sicilia che cambia "

Mostra permanente delle opere di artisti siciliani contemporanei Palazzo Ducale Gela -2004 "Sperone Arte 2004" .Gela -2004 "Art Master 2005"

Rassegna Internazionale di Pittura, Grafica, Disegno e Fotografia, Galleria d'Arte Moderna "Alba", Ferrara -2005

Nota critica

L'orizzonte artistico siciliano, ibleo in particolare, offre all'avido occhio dell'esteta un nuovo ed interessante spunto di riflessione nelle proposte cromatiche di Salvatrice Guastella, opere in cui il vigore della pennellata si nutre della linfa dell'essenza dell'essere. La pittura di Salvatrice Guastella si traduce in una ricerca interiore che è sì un ripiegarsi su se stessa in un incessante viaggio nell'uomo alla scoperta dei suoi turbamenti, ma senza fermarsi all'autocommiserazione, anzi riesce a non perdere di vista l'approdo ad un equilibrio interiore pregiudicato dalle piccole e grandi avversità quotidiane.

Tutto ciò si traduce nell'uso del colore, sempre intenso e dai forti contrasti, ma anche caldo e sensuale, intrigante e ammaliatore, fortemente passionale, di gran carattere, come solo una donna mediterranea può essere. Sensazioni che si conservano anche quando i toni più cupi del blu o del nero si sostituiscono ai caldi ocra e agli infuocati rossi della "Terra più a sud di Tunisi". I blu quasi foschi del mare in tempesta, appena attenuati dai bianchi della spuma delle onde, altissime, maestose, ma anche inquietanti, sono emblematici di una tempestosità interiore dell'artista, di più dell'uomo. L'uso del nero, attenuato in un sapiente gioco di chiaroscuro creato da una pallida luna, ci offre un paesaggio agreste che, indubbiamente, è ibleo, perfino comisano, ma rivisitato con originalità, scevro dagli ammiccamenti più ruffiani e tradizionali che nella pittura contemporanea cantano la campagna ragusana.

Sotto questo profilo, l'arte di Salvatrice Guastella evoca - ci si perdoni la presunzione -, mutatis mutandis, le atmosfere di Edvard Munch laddove nei quadri del Norvegese vi è sempre un elemento di inquietudine che rimanda all'incubo. Incubi che nel caso di Munch, come di Salvatrice Guastella, sono di una persona comune, non di uno spirito esaltato come ad esempio quello di Van Gogh, ma con una differenza fondamentale. Mentre nei quadri di Munch il tormento affonda le sue radici in una dimensione psichica angosciante, una dimensione di pura disperazione che non ha il conforto di nessuna azione salvifica, neppure del suicidio, in Salvatrice Guastella la via salvifica è rappresentata dalla stessa pittura, quindi dall'arte.

La bellezza allo stato puro, quella artistica, che può salvare l'uomo dall'uomo, perché universale. Nei quadri della pittrice comisana le angosce e le inquietudini della realtà quotidiana sono come esorcizzate da questa stessa capacità dell'ho di produrre una catarsi attraverso l'arte. Per questo nella tavolozza di Salvatrice Guastella prevalgono i colori della Sicilia. Questo turbinio di passioni, sensazioni, pulsioni, assumono forma concreta, quasi plastica, nell'astrattismo dei suoi quadri. I cromatismi creati dalla fantasia dell'artista prendono contorni nella tela o nella tavola, creando visionari arabeschi. Petali e foglie, interi campi di fiori che, quasi in un continuo divenire, si modellano in forme cangianti nella quali affiorano e sono riconoscibili figure e volti antropomorfi, maschere ora tragiche ora grottesche, perfino animali immaginari, quasi in un trionfo gotico. Sono ancora una volta le inquietudini dell'uomo che affiorano, talora con prepotenza, nella vita di tutti i giorni di ciascuno di noi. Ancora una volta il richiamo a Munch è illuminante. La passeggiata lungo un viale cittadino di Oslo è occasione per Munch di mostrare cosa egli pensa in genere delle persone che popolano una città: un'umanità spiritualmente vuota che come zombi vive senza realmente vivere. Gli "spettri" che bucano la scena di Salvatrice Guastella, invece, sono marginali, sono lì ma aspettano quasi d'essere dissolti dalla forza della ragione.

Guardare, scrutare, meglio ancora penetrare e viaggiare in un quadro della Nostra è come abbandonarsi in un mondo sospeso tra la realtà e il sogno visionario. In ciò va colta l'evoluzione verso la maturità dell'artista che ha abbandonato, senza per questo rinnegare, l'iniziale senso realistico e naturalistico che permeava la sua pittura per approdare, almeno per ora, ad un linguaggio astratto, che nega per l'appunto la rappresentazione del mondo oggettivo, quasi di maniera, e tende a sostituirla con un linguaggio visivo autonomo, dotato di significati propri, anche poetici che trova un rinnovato vigore nei colori acrilici e nella tecnica mista, davvero congeniale ad un'artista come Salvatrice Guastella che vuole e riesce a liberare la sua fantasia per fissarla sulla tela con rara efficacia. Il risultato è sorprendente. I suoi quadri hanno una gradevolezza cromatica che attrae e rapisce il primo sguardo, soprattutto emozionano, sanno di vita vissuta, di dolore e speranza, perfino di tensione etica. Elementi che si colgono nelle ultime opere della pittrice, dove l'astrattismo di fondo entra in simbiosi perfetta con il senso minimalistico che emerge nei paesaggi urbani appena accennati. In essi i rossi, i blu, gli ocra accesi, cedono al monocromatismo dell'oro. Sono paesaggi dove l'uomo non si vede, ma non per questo non c'è.

L'umanità si coglie nell'agglomerato urbano, per meglio dire, si intuisce sotto le case arroccate nelle pieghe dei Colli. Dall'agglomerato urbano si colgono campanili e cupole, proiezioni plastiche del sentimento religioso di una comunità che vive in un certo luogo. L'uomo è lì, dietro i muri che si confondono tra di essi, dietro la guglia appena accennata di un campanile che svetta nel paesaggio come un braccio proteso al cielo.

Antonello Lauretta