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Salvatrice
Guastella nasce il 28 giugno del 1959 a Comiso (RG) ,città
dove vive e opera e nella quale
ha sempre vissuto. |
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Nel suo
curriculum culturale non vanta una formazione d'impronta
artistica, bensì una maturità
scientifica ed una Laurea in Lingue e letterature
straniere. |
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Artista autodidatta, dunque, che nel '96 scopre una
straordinaria sensibilità per il colore. |
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L'approccio
iniziale, casuale quanto timido, produce esiti a tempera ed
acrilico dal fresco e sensibile tono naturalistico. Lo stile
semplice, quasi naif, lascia già intravedere grandi
potenzialità di maturazione e un gusto per le tinte
contrastanti. Nello stesso '96 partecipa al Premio di Pittura
"Pietro Palma" a Scoglitti (RG) e alla manifestazione" Arte e
Creatività Femminile nell'Aula " Pietro Palazzo"
di Comiso. |
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Un serio
impegno e un lavorio incessante di affinamento e di
sperimentazione è sempre più evidente nelle opere che seguono,
dove l'uso della tecnica ad olio facilita per versatilità e
possibilità espressive
questo processo. |
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Le opere di
questi anni ('98-'02) maturano sempre più nell'artista
l'esigenza di una libertà creativa che ben presto si rivela
fertile di sviluppi. Lo spazio e il colore non vengono
utilizzati per raffigurare in maniera realistica il soggetto
ma questo spesso viene trasfigurato da un uso "improprio" del
colore o da ima trasfigurazione delle forme. La pennellata si
fa più lunga e decisa, rapida e nervosa, al pari dei colpi di
spatola. Soggetto e cromatismi diventano strumenti per
esprimere emozioni e sensazioni,
dolori tensioni e delusioni. |
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L'approccio
con la realtà diventa del tutto emotivo al punto che, nelle
opere dell'ultimo periodo(2004), ci troviamo di fronte ad una
evoluzione nell'iter creativo dell'artista. L' esigenza di
sfuggire all'aspetto tragico della vita la porta ad
abbandonare la rappresentazione realistica delle cose e ad
appropriarsi di
forme espressive fondate sul libero gioco
dell'immaginazione e della percezione soggettiva. |
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Dotata di una
inestinguibile sete di sperimentazione e di un'instancabile
capacità di elaborare creativamente stimoli offerti da nuove
tecniche create dalla stessa, ha raggiunto, nell'ultimo anno,
superbi esiti pittorici, suscitando ammirazione e
consensi fra gli "addetti ai lavori". |
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L'elaborazione della sua originale tecnica mista, a base
acrilica o metallica, è solo il punto di partenza per nuovi
esiti artistici, soprattutto in nome del principio ulteriore
che governa la creatività della
Stessa. |
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In questa
prospettiva oggi diventa diffìcile parlare della sua pittura;
qualcuno l'ha già definita "ermetica e vulcanica". Lei stessa
afferma che da un anno a questa parte la sua pittura ha poco
di premeditato: nasce da uno stato di pseudo allucinazione,
provocato da una qualche scossa emotiva la
cui origine può essere oggettiva o soggettiva e della
quale non si è responsabili. |
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Il 2004 è
stato, per Salvatrice Guastella, un anno di produzione feconda
e che segna un momento sicuramente importante nella sua
carriera artistica. Le sono stati attribuiti numerosi
riconoscimenti in
occasione di manifestazioni e mostre a cui ha
partecipato, sia in ambito regionale che nazionale. |
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Alcuni suoi lavori sono attualmente esposti alla
galleria d'arte moderna "Alba "di Ferrara. |
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ITINERARIO
ESPOSITIVO |
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Premio di
Pittura " Pietro Palma", Scoglitti (RG) -1996 |
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Mostra "Arte e creatività Femminile" Aula Pietro
Palazzo, Comiso (RG)-1996 |
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Mostra Mercato "L'Isola dei Mestieri", Comiso -2000 |
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Mostra Mercato "L'Isola dei Mestieri", Comiso -2001 |
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Mostra Mercato "L'Isola dei Mestieri", Comiso -2002 |
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"Arte e Cultura le radici della pace" |
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II manifestazione artistica culturale Gela città greca
- Palazzo Ducale Gela (CL) 2003
(terzo premio) |
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Concorso
"Ischia l'isola dei sogni" Marigliano (SA) -2004 |
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Premio
Internazionale città di Pomigliano d'Arco (SA) -"2004 |
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VIII
edizione " Premio internazionale arte e cultura",
CastelsangiorgÌo(SA) -2004
(quinto premio) |
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Mostra di
pittura e scultura. Palazzo Malfitano, Naro (AG) -2004
(terzo
premio) |
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"I valori
delle tradizioni e la bellezza di Scicli tra colori ed
emozioni" estemporanea di pittura, Scicli (RG) -2004 |
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Premio
internazionale "II Convivio 2004" , Castiglione di Sicilia
(ME) -2004 "Colori e Forme della Sicilia che cambia " |
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Mostra
permanente delle opere di artisti siciliani contemporanei
Palazzo Ducale Gela -2004 "Sperone Arte 2004" .Gela -2004 "Art
Master 2005" |
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1ª
Rassegna Internazionale di Pittura, Grafica, Disegno e
Fotografia, Galleria d'Arte Moderna "Alba", Ferrara -2005 |
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Nota critica |
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L'orizzonte artistico siciliano, ibleo in particolare, offre
all'avido occhio dell'esteta un nuovo ed interessante spunto
di riflessione nelle proposte cromatiche di Salvatrice
Guastella, opere in cui il vigore della pennellata si nutre
della linfa dell'essenza dell'essere. La pittura di Salvatrice
Guastella si traduce in una ricerca interiore che è sì un
ripiegarsi su se stessa in un incessante viaggio nell'uomo
alla scoperta dei suoi turbamenti, ma senza fermarsi
all'autocommiserazione, anzi riesce a non perdere di vista
l'approdo ad un equilibrio interiore pregiudicato dalle
piccole e grandi avversità quotidiane. |
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Tutto ciò si
traduce nell'uso del colore, sempre intenso e dai forti
contrasti, ma anche caldo e sensuale, intrigante e
ammaliatore, fortemente passionale, di gran carattere, come
solo una donna mediterranea può essere. Sensazioni che si
conservano anche quando i toni più cupi del blu o del nero si
sostituiscono ai caldi ocra e agli infuocati rossi della
"Terra più a sud di Tunisi". I blu quasi foschi del mare in
tempesta, appena attenuati dai bianchi della spuma delle onde,
altissime, maestose, ma anche inquietanti, sono emblematici di
una tempestosità interiore dell'artista, di più dell'uomo.
L'uso del nero, attenuato in un sapiente gioco di chiaroscuro
creato da una pallida luna, ci offre un paesaggio agreste che,
indubbiamente, è ibleo, perfino comisano, ma rivisitato con
originalità, scevro dagli ammiccamenti più ruffiani e
tradizionali che nella pittura contemporanea cantano la
campagna ragusana. |
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Sotto questo
profilo, l'arte di Salvatrice Guastella evoca - ci si perdoni
la presunzione -, mutatis mutandis, le atmosfere di Edvard
Munch laddove nei quadri del Norvegese vi è sempre un elemento
di inquietudine che rimanda all'incubo. Incubi che nel caso di
Munch, come di Salvatrice Guastella, sono di una persona
comune, non di uno spirito esaltato come ad esempio quello di
Van Gogh, ma con una differenza fondamentale. Mentre nei
quadri di Munch il tormento affonda le sue radici in una
dimensione psichica angosciante, una dimensione di pura
disperazione che non ha il conforto di nessuna azione
salvifica, neppure del suicidio, in Salvatrice Guastella la
via salvifica è rappresentata dalla stessa pittura, quindi
dall'arte. |
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La bellezza
allo stato puro, quella artistica, che può salvare l'uomo
dall'uomo, perché universale. Nei quadri della pittrice
comisana le angosce e le inquietudini della realtà quotidiana
sono come esorcizzate da questa stessa capacità dell'ho di
produrre una catarsi attraverso l'arte. Per questo nella
tavolozza di Salvatrice Guastella prevalgono i colori della
Sicilia. Questo turbinio di passioni, sensazioni, pulsioni,
assumono forma concreta, quasi plastica, nell'astrattismo dei
suoi quadri. I cromatismi creati dalla fantasia dell'artista
prendono contorni nella tela o nella tavola, creando visionari
arabeschi. Petali e foglie, interi campi di fiori che, quasi
in un continuo divenire, si modellano in forme cangianti nella
quali affiorano e sono riconoscibili figure e volti
antropomorfi, maschere ora tragiche ora grottesche, perfino
animali immaginari, quasi in un trionfo gotico. Sono ancora
una volta le inquietudini dell'uomo che affiorano, talora con
prepotenza, nella vita di tutti i giorni di ciascuno di noi.
Ancora una volta il richiamo a Munch è illuminante. La
passeggiata lungo un viale cittadino di Oslo è occasione per
Munch di mostrare cosa egli pensa in genere delle persone che
popolano una città: un'umanità spiritualmente vuota che come
zombi vive senza realmente vivere. Gli "spettri" che bucano la
scena di Salvatrice Guastella, invece, sono marginali, sono lì
ma aspettano quasi d'essere dissolti dalla forza della
ragione. |
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Guardare, scrutare, meglio ancora penetrare e viaggiare in un
quadro della Nostra è come abbandonarsi in un mondo sospeso
tra la realtà e il sogno visionario. In ciò va colta
l'evoluzione verso la maturità dell'artista che ha
abbandonato, senza per questo rinnegare, l'iniziale senso
realistico e naturalistico che permeava la sua pittura per
approdare, almeno per ora, ad un linguaggio astratto, che nega
per l'appunto la rappresentazione del mondo oggettivo, quasi
di maniera, e tende a sostituirla con un linguaggio visivo
autonomo, dotato di significati propri, anche poetici che
trova un rinnovato vigore nei colori acrilici e nella
tecnica
mista, davvero congeniale ad un'artista come Salvatrice
Guastella che vuole e riesce a liberare la sua fantasia per
fissarla sulla tela con rara efficacia. Il risultato è
sorprendente. I suoi quadri hanno una gradevolezza cromatica
che attrae e rapisce il primo sguardo, soprattutto emozionano,
sanno di vita vissuta, di dolore e speranza, perfino di
tensione etica. Elementi che si colgono nelle ultime opere
della pittrice, dove l'astrattismo di fondo entra in simbiosi
perfetta con il senso minimalistico che emerge nei paesaggi
urbani appena accennati. In essi i rossi, i blu, gli ocra
accesi, cedono al monocromatismo dell'oro. Sono paesaggi dove
l'uomo non si vede, ma non per questo non c'è. |
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L'umanità si
coglie nell'agglomerato urbano, per meglio dire, si intuisce
sotto le case arroccate nelle pieghe dei Colli.
Dall'agglomerato urbano si colgono campanili e cupole,
proiezioni plastiche del sentimento religioso di una comunità
che vive in un certo luogo. L'uomo è lì, dietro i muri che si
confondono tra di essi, dietro la guglia appena accennata di
un campanile che svetta nel paesaggio come un braccio proteso
al cielo. |
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Antonello
Lauretta |
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