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Silvio Galla,
in arte SiGa, nasce in San Pietro di Caridà (RC),
piccola realtà contadina collinare della provincia di Reggio
Calabria, il 5 aprile del 1940. |
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Ricercatore
accanito di temi ed argomentazioni sulla Calabria, sulle
tradizioni popolari, curando, con certosina pazienza, la
raccolta di canti, racconti, usi, costumi, immagini. La
Calabria è nel sangue di SiGa: la Calabria nella sua
interezza rappresenta la tematica principale e determinante di
tutto il suo lavoro dalla pittura alla pirografia, dalla
ricerca allo scrivere, al tradurre le sue sensazioni ed
emozioni anche in versi. |
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Ora, in
pensione, il tempo gli dedica ampi spazi di riflessioni e di
attese romantiche, con il maturo equilibrio emotivo di chi sa
vivere la propria esistenza fino alla fine, ma sempre con
dignità, correttezza, passionalità e, sempre e comunque, tanta
lealtà. |
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Per SiGa
il legno è simbolo della vita e del destino; modificarlo con
gli appositi strumenti, plasmandolo in armonia con la propria
volontà, per trame il risultato voluto, ciò che la sua mente
crea. E' l'irrealizzabile desiderio dell'uomo, ma nella
illusione artistica tutto diventa possibile come messaggio di
forza, di carattere e di coraggio. |
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Il legno è e
diventa l'elemento base di SiGa "Pirografo", come per
il "Pittore"
Siga è la tela
ed i colori. |
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Infatti nei
primi giorni da pensionato SiGa sente ed avverte un
improvviso moto interiore che lo spinge, con certosina
pazienza, a lavorare il legno con un ferro appuntito ed
incandescente che tra bruciature, fumo, incisioni, semplici e
leggerissimi tocchi come carezze, sino a ricavarne le figure,
i nudi, i temi sociali, i paesaggi, gli scorci, le
composizioni ed i particolari........ che aveva potuto
ammirare solo in angoli della sua mente, della sua fantasia e
della sua creatività, su foto, su tele, nel creato... nelle
illusioni, nei sogni e nella realtà. |
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I motivi ed i
temi delle opere di SiGa sono sempre il frutto della
ricerca di un passato che non dimentica e che non vuole
dimenticare, di un mondo vissuto che gli appartiene e con il
quale convive, (non è il momento di descriverlo), sono
argomentazioni e soggetti che ricercano sempre lontane armonie
e delicati equilibri. |
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I lavori di
SiGa esprimono oltre ad una ostinata ricerca di
perfezione, un amore senza tempo. |
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Quasi in tutte
le sue opere non c'è colore, c'è solo ciò che è stato più o
meno bruciato, toccato o accarezzato dal fuoco. Quasi in tutte
le sue opere non ci sono cromie che narcotizzano
l'osservatore: è puro disegno che esalta venature e forme
della materia. Ci sono mille sfumature, leggerissime,
accennate da sembrare quasi difetti o evidentissimi solchi,
"carichi" o scuri. |
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E' forse questa
la maggiore preoccupazione di SiGa "Artista":
sopravvivere a sé stesso, garantirsi quell'immortalità che
l'arte può sentire. |
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SiGa
diventa cultore di motivi decorativi, temi di vita, di visi,
di espressioni, di argomentazioni e di movimenti che rievocano
le armonie dell'antica civiltà calabrese, traendo dalla sua
arte il motivo della vita. Egli ha saputo cogliere i motivi
tradizionali di questa espressione d'arte, fondendo la sua
esperienza di uomo maturo e la sua fantasia, con l'innata
attitudine alla decorazione, all'armonia creativa, al fissare
immagini, espressioni di vita di amore, di dolore, di odio,
di........ tutto il mondo che l'ha circondato che lo circonda
facendolo suo prigioniero. |
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Le opere di
SiGa rappresentano la risultante ottimale tra uomo ed i
problemi della vita, tra l'uomo e la natura, tra l'uomo ed il
creato, che riescono a convivere, felicemente, solo quando
l'uomo si immedesima nella natura. |
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SiGa
in più argomentazioni è un autodidatta poliedrico, e nell'arte
produce le sue opere inneggiando alla vita, al rispetto
dell'uomo e dei suoi sentimenti, al rispetto della natura,
alla salvaguardia dei valori, e, combatte il consumismo
efferato che ne provoca la distruzione. |
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