Silvio Galia

Via Caserta Crocevia, 25/a
89124 Reggio Calabria.
 

0965/42.098
 

 
 
 
   
 

 

Silvio Galla, in arte SiGa, nasce in San Pietro di Caridà (RC), piccola realtà contadina collinare della provincia di Reggio Calabria, il 5 aprile del 1940.

Ricercatore accanito di temi ed argomentazioni sulla Calabria, sulle tradizioni popolari, curando, con certosina pazienza, la raccolta di canti, racconti, usi, costumi, immagini. La Calabria è nel sangue di SiGa: la Calabria nella sua interezza rappresenta la tematica principale e determinante di tutto il suo lavoro dalla pittura alla pirografia, dalla ricerca allo scrivere, al tradurre le sue sensazioni ed emozioni anche in versi.

Ora, in pensione, il tempo gli dedica ampi spazi di riflessioni e di attese romantiche, con il maturo equilibrio emotivo di chi sa vivere la propria esistenza fino alla fine, ma sempre con dignità, correttezza, passionalità e, sempre e comunque, tanta lealtà.

Per SiGa il legno è simbolo della vita e del destino; modificarlo con gli appositi strumenti, plasmandolo in armonia con la propria volontà, per trame il risultato voluto, ciò che la sua mente crea. E' l'irrealizzabile desiderio dell'uomo, ma nella illusione artistica tutto diventa possibile come messaggio di forza, di carattere e di coraggio.

Il legno è e diventa l'elemento base di SiGa "Pirografo", come per il "Pittore" Siga è la tela ed i colori.

Infatti nei primi giorni da pensionato SiGa sente ed avverte un improvviso moto interiore che lo spinge, con certosina pazienza, a lavorare il legno con un ferro appuntito ed incandescente che tra bruciature, fumo, incisioni, semplici e leggerissimi tocchi come carezze, sino a ricavarne le figure, i nudi, i temi sociali, i paesaggi, gli scorci, le composizioni ed i particolari........ che aveva potuto ammirare solo in angoli della sua mente, della sua fantasia e della sua creatività, su foto, su tele, nel creato... nelle illusioni, nei sogni e nella realtà.

I motivi ed i temi delle opere di SiGa sono sempre il frutto della ricerca di un passato che non dimentica e che non vuole dimenticare, di un mondo vissuto che gli appartiene e con il quale convive, (non è il momento di descriverlo), sono argomentazioni e soggetti che ricercano sempre lontane armonie e delicati equilibri.

I lavori di SiGa esprimono oltre ad una ostinata ricerca di perfezione, un amore senza tempo.

Quasi in tutte le sue opere non c'è colore, c'è solo ciò che è stato più o meno bruciato, toccato o accarezzato dal fuoco. Quasi in tutte le sue opere non ci sono cromie che narcotizzano l'osservatore: è puro disegno che esalta venature e forme della materia. Ci sono mille sfumature, leggerissime, accennate da sembrare quasi difetti o evidentissimi solchi, "carichi" o scuri.

E' forse questa la maggiore preoccupazione di SiGa "Artista": sopravvivere a sé stesso, garantirsi quell'immortalità che l'arte può sentire.

SiGa diventa cultore di motivi decorativi, temi di vita, di visi, di espressioni, di argomentazioni e di movimenti che rievocano le armonie dell'antica civiltà calabrese, traendo dalla sua arte il motivo della vita. Egli ha saputo cogliere i motivi tradizionali di questa espressione d'arte, fondendo la sua esperienza di uomo maturo e la sua fantasia, con l'innata attitudine alla decorazione, all'armonia creativa, al fissare immagini, espressioni di vita di amore, di dolore, di odio, di........ tutto il mondo che l'ha circondato che lo circonda facendolo suo prigioniero.

Le opere di SiGa rappresentano la risultante ottimale tra uomo ed i problemi della vita, tra l'uomo e la natura, tra l'uomo ed il creato, che riescono a convivere, felicemente, solo quando l'uomo si immedesima nella natura.

SiGa in più argomentazioni è un autodidatta poliedrico, e nell'arte produce le sue opere inneggiando alla vita, al rispetto dell'uomo e dei suoi sentimenti, al rispetto della natura, alla salvaguardia dei valori, e, combatte il consumismo efferato che ne provoca la distruzione.