Patrizia Del Curto

Via Vigna Nuova, 13
23020 Piuro (SO)
 

347.05.53.663
 

 
 

 
 
   
 

 
Pensiero sull'arte
«non si può escludere l'arte dalla vita senza senza che questa ne risulti impoverita, perchè l'arte, nelle sue varie forme, è il mezzo privilegiato attraverso il quale si esprimono quei valori che rendono la vita bella e degna di essere vissuta».
La carissima Patrizia - «non vuole copiare la natura, ma cercare di ottenere per mezzo del colore, luce riflessa, l'amore, la pace, la dolcezza, la malinconia e la poesia presenti in tutti noi. Non è certamente un sogno assurdo ma un incantamento spontaneo condotto sul filo delle pennellate e quel suo voler stringere in un grande amplesso gli uomini e le cose, quel volere recuperare ogni traccia vitale con tante tonalità di colore è, senza dubbio, un contribuire a evidenziare tutte le emozioni presenti nel mondo. Il suo modo di dipingere diventa un itinerario sentimentale, un cammino pieno di umanità, offrendo così un significato e una giovinezza nuova alla vita». (Nello Contarini)
«Da quando esiste la capacità dell'uomo di formare immagini dipinte e scolpite a partire da qualsiasi elemento contenente e contenuto di colore e forma, si pone il problema della visibilità ed è per questo che la trascrizione manuale è una volontà, un desiderio d'arte espressione del sogno comune di dar vita alla vita. Seguendo il filo di questo ragionamento generale troviamo sul cammino diverse possibilità per le donne di avvicinarsi a questa trascrizione, sempre frutto di elaborazione subconscia di opere di natura.
Parlando dell'esperienza artistica di Patrizia Del Curto troviamo un'iniziale complessità di veduta coloristica dell'energia interiore riversata su una molteplice quantità di tele in cui il colore prende forma e spazio nel movimento. Fonte di studio ed ispirazione è senza dubbio l'apertura alla natura del colore mentre s'impoverisce la forma del disegno. Ma è necessario avere cura di ogni dettaglio quando l'urgenza del fiume di linguaggi contemporanei si sparge su ogni vibrazione dei sensi acuiti da una sensibilità femminile capace di auscultare il battito del cuore del colore?
Patrizia Del Curto propone i suoi primi quattro anni di lavoro intenso, teso a sviluppare evolutivamente la serietà dell'approccio maestro allievo, nel consapevole guado di un limite fisico che dona fertilità all'immaginazione creativa, percorrendo così una via che ci si augura possa portare ad una dichiarazione d'indipendenza dai saperi maschili.
Probabilmente, il lavoro di questa giovane artista parte da un capolinea e non vi arriva. Poiché in arte tutto è detto, ma non tutto è trascritto nel gioco di natura forma e colore ed è solo perseverando che si arriverà ad un risultato sempre migliore perché è la pratica dell'arte a donare una manualità sempre più buona e quindi a qualificare la vita interiore dell'artista stesso donando qualità alle opere.
L'insoddisfazione dell'artista è la più potente sfida verso il futuro e viene a completare spesso la normale insoddisfazione della relazione interiorizzata della vita col proprio ambiente. Vivere l'arte per una giovane artista contiene in sé la problematica della collocazione degli artisti nel mondo contemporaneo che destabilizza i sogni e propone desideri d'arte molto superficiali ed esteticamente decorativi mentre un'umanizzazione del ruolo degli artisti svilupperebbe un doppio inserimento nella società: umanità degli e per gli artisti e il sogno dell'arte del futuro aprirebbe le sue porte ad una giovane generazione ancora in grado di trasfondere in bellezza l'immaginazione. D'altronde è pur vero che l'arte è sempre stata un mondo esoterico e misterioso. Il talento non s'inventa e le diverse scuole artistiche propongono una diversa valorizzazione di diversi tipi di talenti a fronte di un maggiore accesso al mondo dell'arte.
Per quanto riguarda Patrizia Del Curto, il suo lavoro tende a dare dei contenuti alle forme del colore mostrando in ciò il talento e l'inventiva per occupare e disporre nel minimo spazio della tela, una quantità di linee e geometrie non progettate né pensate precedentemente, ma create nel momento dell'ispirazione secondo la volontà emotiva del colore per cui l'artista è particolarmente predisposta, riuscendo positivamente a cercare e a trovare sempre accostamenti, sintonie distonie, accumuli o rarefazioni che provocano interesse e uno sguardo in molti casi appagato.
La sua astrazione è il riverbero dell'emozione creatrice, d'un sentimento per il sogno dell'arte contemporanea di vivere l'energia dell'immaginazione purché legata alla vicenda umana, punto di partenza e di arrivo di qualsivoglia forma d'arte...». (Caterina Falcone)