Giovanni Censi

Vicolo del Palazzo, 7
00025 Gerano (Roma)
 

0774/79.82.54
 

 
 
 
   
 

 

È dagli anni ‘70 che Giovanni Censi ha intrapreso con forza il cammino di testimoniare, attraverso la pittura, il suo mondo interiore; di palesare i reconditi stati del suo animo; di comunicare il profondo dei pensieri con il linguaggio che gli è più congeniale e che via via ha rivelato oltre la forma, oltre il cromatismo, una cultura di formazione teologica, una memoria di equilibrio esistenziale tra un’etica civile e una morale religiosamente rigorosa; una vitalità capace di esprimere il senso di una libertà pronta a nutrirsi del simbolo e del mistero ed al contempo sensibile nel dare nutrimento ai valori ed alla vita quotidiana.

In questo senso, dal lontano Kohelet, ecco il blu, il giallo e il rosso battere il ritmo del tempo: nascere, amare, lottare, morire... raggiungere insieme la pace... in sintonia con le tappe che segnano l’itinerario della vita dell’uomo. Grandi tele, che dal Kohelet assorbono la grande lezione sulla vanità, e rendono comprensibili, nella semplicità dei vortici pittorici, e nella luce che si staglia all’orizzonte, l’assunto biblico: “Tutte le parole sono inadeguate / nessuno può descrivere tutto: non si sazia l’occhio di vedere / né l’orecchio si riempie di ciò che sente”.

Eco lontana di Genesi, che si annuncia con groviglio sovrastato di luce accecante.

È “Il primo giorno”: “E fu mattina”... “E fu sera”, parabola della Creazione, resa da Censi con una particolare propensione allo stupore.

Orizzonti concavi e convessi - nella prospettiva dei Salmi - invitano a guardare dentro noi stessi, a cercare, a conoscerci: “All’aurora io Ti cerco”...con tenui colori... per esplodere verso l’alto: “Esulti la terra”, oltre la lussureggiante, infiammata natura, oltre i confini di un cielo cobalto.

La spatola di Censi disegna movimenti liberatori: la forza di un impressionismo che narra con determinazione la “cacciata” di Adamo ed Eva, la “caduta” di Paolo a Damasco, l’“Apocalisse” e i suoi simboli.

E contrappone, con impasti di colore irripetibili, le nascoste frenesie che agitano “la città dell’uomo” alla paziente compostezza degli uomini “presso i fiumi”; e alla dolente e perpetua storia dell’Uomo solo tra gli ulivi, che redime con la Croce i peccati degli uomini, le serene atmosfere della “Pasqua” e il concretarsi di “Cieli Nuovi” come traguardo delle passioni ultime e delle speranze possibili.

Censi racconta coi colori, esprime forme di matura vocazione artistica, imprime sapienza e sofferenza alle sue tele e trasmette vigorosamente, in linea con un temperamento che si dimena tra tormento e speranza, un vissuto umano e profetico entro il quale non è possibile non riconoscersi, non è impossibile confrontarsi, non è impossibile stabilire un incontro.

Dante Fasciolo

Direttore di “Arte e Fede”

Attraversiamo la porta stretta e saliamo su una ripida scala fino al luminoso bianco di uno spazio angusto, ma sorprendentemente aperto all’orizzonte e tralucente dello stupore del sacro. Vogliamo, meno laicamente, usare la parola santo? Certamente si. Perché in questo luogo si contraddice e si smentisce il versetto di Giovanni: E gli uomini preferirono le tenebre piuttosto che la luce.

Sono qui nello studio di Giovanni Censi insieme a Maria Pelliccia, sua inimitabile stimatrice.

Al di qua della luce giovannea è storia di rovine e di assenza, di tenebre appunto. Il tragico deprivato dell’ottimismo spalanca la larga porta delle illusioni del nulla, della cancellazione irreversibile della speranza, della carenza buia del santo.

Giovanni Censi conosce questi termometri della finitudine, della fragile finitudine, ma in ogni sua opera, in modo talora meno evidente, in altro più solare, si percepisce la presenza illuminante dello splendore della luce, frutto dell’imaginazione che è libertà della mente (W. Stevens). Mi sembra, perciò, opportuno sottolineare che anche nel tempo della povertà i suoi volti e la sua natura vibrano della luce riflessa dell’universo creaturale.

Chiamavo le stelle sorelle

E la primavera melodia divina

Questi versi del poeta Holderlin attanagliano quel sentimento del santo che affraterna ogni creatura. Sembrerebbe, la fantasmagoria dei colori di Giovanni Censi, lontana dallo spogliarsi del poverello di Assisi, eppure nei due c’è la stessa significanza della Presenza.

Il Cantico di Francesco e la pittura di Giovanni Censi introducono all’evocazione, alla ricerca, al trovare e cercare ancora un assoluto articolato in immagini simboliche e preziose su cui prorompe l’impeto della bellezza. Eppure come è lontana la vanitas, come è presente in ambedue la goccia del Qohelet, come il pensiero si fa prepotentemente immagine del senza immagine. Ambedue fanno fiorire il deserto mediante quell’esprimersi che nei momenti alti tutto avvolge.

Tempo per nascere (Qohelet), in questa tela il nascere è premessa brulicante delle miriadi forme di vita, di tutta la vita, pur nel limite della finitudine del reale e come nella musica di Satie, soprattutto nei suoi piano works, egli si abbandona alla gioia ed ai teneri piaceri dell’immaginazione  ora con umore rapido e istintivo ora con la dolcezza poetica di una affezione delicata. Allora niente è meccanicistico, vi è, piuttosto, un equilibrio squilibrato (M. Luzi) che rafforza l’anelito cosmico verso il santo. Perfino il cielo, luogo simbolicamente deputato a rappresentare il santo, perfino il cielo, dicevo, perde via via compattezza per chiedere senso alla vita tirata fin lassù negli spazi blu che le restituiscono voce e fermento.

La tensione vitale di Giovanni Censi allora si addensa  e, nel  cercare con la spatola le vibrazioni che si spandono fin fuori la tela, gli permette l’ascesi verso immagini sacre, icone, che spesso traducono il tragico della crocefissione. La gestualità, allora, si fa più rapida con il cuore in gola, perché il tragico sottolinea ossa e costole; si spalanca l’abisso, ma proprio allora, il tempo fuori del tempo, fa fiorire il deserto nell’abbraccio totale, sì spasmodico, con quell’umanità riacciuffata dall’Assoluto. Il cielo allora riverbera quella costante luce, luce che brilla tra le tenebre, luce dell’interiore ed energetica espansione del cosmo.

La porta stretta e la scala stretta   sono allora il pertugio, la strozzatura della clessidra dove l’oro della sabbia trapassa. Oltre è il fuoco e il cipiglio istintivo del generoso e passionale giocarsi di Giovanni Censi. La sua ultima fatica è l’opera, ancora in corso, attraversante il Cantico dei Cantici, il Cantico Nuziale. Il sistema di questa silloge pittorica non è mai chiuso e si estende in un continuum, che non è solo paesaggio, ma rielaborazione di esso con sviluppi formali a macchia, a chiazze, a superfici rapide e mutevoli, a particolari di un mondo sempre emergente dall’anima. In esso i margini delle opere schiariscono sempre verso l’alto evitando una modalità spaziale codificata. Il figurativo procedere, per lo meno il riferimento realistico, non viene mai meno, tuttavia trova sorprendentemente un inevitabile e suggestivo allontanarsi dalle sue modalità estetiche, dalla sua fissità e dalla sua saldezza descrittiva. La Bibbia e, nel nostro caso il Cantico, è già pittura in sé, ispirata e ispiratrice, grafia dell’evento del colore. I versetti del Cantico, nell’opera pittorica di Giovanni Censi, si sottraggono alle parole. Egli, infatti, ne visualizza l’interpretazione in sequenze successive chiarendo la complessità del testo con gesti profondi resi visibili dalla sua poetica ora manifesta ora enigmatica. È il procedere simultaneo, in un certo senso mitico e simbolico, della profezia della Parola e del Segno.

La colomba, come la donna amata, allora è simbolo della sposa, che tutto sovrasta il pensiero totalmente assolutizzante dell’amore coniugale.  Nell’opera l’Amore è più forte della morte, Giovanni Censi sperimenta ancora l’esperienza dell’assenza, intrigando la lama centrale della tela e anche se il groviglio straripante e frenetico focalizza l’attenzione, tuttavia proprio da questo singulto umano, da questo coacervo di spatolate: linee e colori, emerge un cielo di una lievissima e luminosissima spiritualità creatrice. È il trionfo dell’amore sulla morte e sul silenzio. (G. Ravasi) Il dirupo, che è spaziale ma anche cronologico, nel senso della deprivazione dell’intervento operativo dell’artista, il dirupo, dicevo è nella voragine verde-multicolore della tela Per vedere verdeggiare la tua valle. In essa l’andamento a vortice curvilineo ordisce un abisso che esplode fino a rapire l’anelito a Dio. Il gesto espressionista, rasenta, allora, l’informale per riprendere il respiro e per insinuare la fecondità della gestazione. Il cielo, quello scorcio di cielo, illumina e sta dentro il quadro come luce, come guizzo lampeggiante di luce, che tutto sovrasta il nostro nulla. Le opere più strettamente figurative e più simbolicamente sacramentali: Al ballo e Andremo alle Vigne, ci presentano i personaggi di questa storia – simbolo in una sorta di abbandono dell’anima all’essenzialità formale della Verità del nudo. L’eros diviene allora atto sacramentale liberante tutta l’energia creativa e interiore dell’essenzialità del santo e del sacro.

Nell’opera culminante Andremo alle Vigne il maschio e la femmina non sono, in vero, nudi ma la modalità dell’incontro sessuale è solo velata, per pudore, dai colori delle vesti. L’impulso del rosso dello Sposo sprigiona il librarsi della materia in esiti e destini di autentica e traboccante sanguigna spiritualità. Il bianco della Sposa rappresenta la grandezza umile dell’attesa e della consacrazione della vita fino all’estrema unità della mistica Sposa. L’intimità assoluta dell’amore coniugale permette, allora, ad essa di tendere prepotentemente all’infinito, al misterico rinvio a quel bramoso anelito umano che può riposare, nella più totale apertura d’Amore, solo in Dio.

Subiaco, 25 agosto 2005

Giovanni Prosperi

Bibliografia Artistica

Giovanni Censi pittore e grafico autodidatta, è nato a Gerano (Roma) nel 1942 e qui vive ed opera in Via del Palazzo, 7 - Tel. 0774/798.672 - 798.254.

Laureato in teologia e impegnato in campo pastorale come sacerdote, Censi è comunque nel campo dell’arte dal 1961, avendo frequentato esponenti dell’ultima scuola romana e dell’espressionismo americano (nelle opere ad olio predilige la spatola) e da allora ha esposto in varie mostre e rassegne artistiche; è altresì presente in alcune “botteghe” d’arte; ha disegnato e curato l’arredo di chiese, dove offre quadri di grande respiro.

“Accompagnando la pittura di Giovanni Censi abbiamo l’impressione che essa sia un arco che si accinge a raggrumare energia e tensione per divenire segno e simbolo di volo.

Il colore si tende e si estende sempre un po’ oltre la forma e l’organizzazione materica si complica e si dilata per andare oltre le cose percepite, per divenire movimento e indicazione simbolica del linguaggio del cuore. Nella pittura il cuore vuole raccontare un cammino, una scelta di vita, un percorso di sfida, una testimonianza di impegno: la pittura rivela il movimento dell’esistenza ad andare oltre i segni del mondo e le cose del quotidiano vivere. L’intensità dell’esperienza si sviluppa nel tentativo di volare con la fatica della materia, poiché il colore è pur sempre e comunque materia.

Queste opere sono come un’urna piena d’acqua che vuole debordare, come un cestino che vuole offrire la pienezza di ciò che contiene; e questa pienezza diventa simbolo di un desiderio di andare oltre le tante stagioni del giorno dell’uomo. Ma per andare oltre, bisogna restare, bisogna inciampare nello sguardo, nel limite, nella forma, nella realtà della finitudine della materia. La materia pittorica è il pretesto per svelare l’ansia dello spirito e ricercare ciò che ci attende.”

Carmine Benincasa

(1984 - Subiaco)

Nota Bibliografica

ESPOSIZIONI PERSONALI

1965    -          Sala Giovanni XXIII Subiaco (Roma)

1976    -          Galleria d’Arte Parione - Firenze

1980    -          Galleria d’Arte Leonardo Da Vinci - Roma

1984    -          La Mandragore Int. Gallery - Parigi

1984    -          Palazzo G.A. Braschi - Subiaco (Roma)

1989    -          Galleria d’Arte 1’Iride - Nuoro

1990    -          Sede Pro-Loco - Gerano (Roma)

1991    -          Galleria d’Arte Moderna - Alba (Ferrara)

1991    -          Galleria d’Arte l’Iiride - Nuoro

1991    -          Castello Medievale - Cerreto Laziale (Roma)

1992    -          Sala Comunale - Gerano (Roma)

1994    -          Sala Comunale - Gerano (Roma)

1995    -          Hotel Vittoria - Roma

1996    -          Religiosi a confronto - Nuoro

1997    -          Centro Culturale 1’Apollinare - Roma

1999    -          Sala Espositiva - Ristorante Montiblù - Orgosolo (Nuoro)

1999    -          Studio l’Iride Nuoro

2000    -          Sala Espositiva - Chiesa B.M. Gabriella - Nuoro

2001    -          Palazzo G.A. Braschi - Subiaco (Roma)

2001    -          Galleria “La Pigna” - Roma

2002    -          Ex-palazzo Comunale - Bottidda (Sassari)

2003    -          Sala Ortobene - Piazza Vittorio Emanuele, Nuoro, presentata da Giuseppe Mattana

2003    -          Galleria Bonan (Studio Arte Due) - Venezia

2004    -          Galleria Bonan (Studio Arte Due) - Bassano del Grappa (Vicenza)

2005    -          “Arte Arredo”, 27 Aprile - 30 Giugno, Via Biasi 120, Nuoro

2005    -          Ass. Pro-Loco Mamoiada, Via Sardegna 13, 29 Ottobre - 6 Novembre, Nuoro

COLLETTIVE E PREMI

1961    -          Palazzo delle Esposizioni - Roma

1965    -          Mostra per il V Centenario della Stampa in Italia Subiaco (Roma)

1967    -          Festa della Primavera, Azienda Autonoma Subiaco - Subiaco (Roma)

1969    -          Seconda Rassegna d’Arte delle A.C.L.I. - Roma

1971    -          Concorso Centro Romano di Arti Figurative

            -         Roma, Exposition de la Peinture Italienne

            -         Parigi (Medaglia del Centro C. Interarte)

1972    -          Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli

            -         Galleria Arte Nuova - Courmayer (Aosta)

1973    -          Rassegna Nazionale Ist. Beato Angelico, Roma - (Segnalato)

1974    -          Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli (Roma)   (V Premio)

            -         III Biennale Europea d’Arte Contemporanea

            -         Montecarlo (Premio Campidoglio d’Argento)

1975    -          II Mostra d’Arte Sacra (C.E.I.C.) - Roma

            -         Premio Primavera - Foggia (Medaglia d’oro)

            -         XIII Mostra Nazionale Contea di Bormio (Sondrio)

            -         VI Rassegna Primavera, Londra, Foyles Art Gallery - Londra (Segnalazione

particolare della critica)

1976    -          Premio Morando Bolognini - Castello Visconteo di S. Angelo Lodigiano - Milano

            -         Mostra Internazionale Il Tagliamonte

            -         Centro Culturale Oltrepadano - Borgoratto Mormorolo - Pavia (segnalato)

            -         Mostra Mercato Arte Figurativa - Anticoli Corrado (Roma) - (I classificato)

            -         VII Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli (Roma)

1977    -          Premio Internazionale Torre d’Amsperto, Galleria Studio A - Milano

            -         VIII Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli (Roma) - (IV classificato)

            -         Salone Europeo d’Autunno - Piccadilly Palace - Londra (segnalato)

            -         Premio Primavera, Club degli Artisti - Foggia (medaglia d’oro)

1978    -          IX Rassegna Primavera Musè de La Vieilìe Charitè - Marsiglia (trofeo)

1979    -          II Gran Premio della Stampa, Salone dell’Arengario - Milano

            -         VI Settimana della Cultura - Tivoli; Premio Trofeo Vittoria Alata, V

            -         Biennale Europea, Palazzo Reale, Neue Residenz Banberg (Germania)

            -         S. Maria del Cammino (Olio su pannello) - Chiesa S. Anatolia Gerano (Roma)

1979    -         II Mostra Permanente della Pinacoteca d’Arte Antica e Moderna dell’Accademia

Italia, Palazzo delle Manifestazioni - Salsomaggiore Terme (Parma)

            -         Galleria d’Arte La Cittadella - Torino

1980    -          X Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli (Roma)

            -         Mostra Mercato di Pittura, Grafica e Ceramica - Palestrina (Roma)

            -         IV Mostra d’Arte Sacra, Palazzo dei Papi - Viterbo (Medaglia della città di Lucca)

1981    -          C.E.I.C. XI Rassegna Primavera e XXV Esposizione Internazionale d’Arte

Contemporanea - Siviglia (Coppa Presidenza Commissione Giudicatrice)

            -         Mostra Permanente, Palazzo delle Esposizioni - Salsomaggiore Terme (Parma)

1982    -          I Trofeo d’Oro Tibur - Tivoli (Roma)

            -         Le Salon des Nations - Parigi

            -         Biennale Europea, Nouveau Theatre Municipal, Luxembourg

1983    -          Expo Arte, Galleria la Bitta - Bari

            -         Premio Internazionale Bonn - Bonn (Coppa Standt Bonn)

            -         Festa dell’Amicizia - Fiuggi

1984    -          Mostra Estemporanea - Subiaco (Roma) (I Classificato)

1985    -          Agrincontri - Roma; Galleria La Clessidra - Subiaco (Roma)

            -         Mostra di Arti Figurative - Subiaco (Roma)

1986    -          Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli (Roma)

            -         Galleria Centro Storico - Firenze

1987    -          I Premio Nazionale i Maestri del Colore, Grandi Artisti 1947-1987

            -         Il Segno Italiano in Francia - Paris, Quai S. Michel, Porte del Clignancout (Diploma

d’Onore)

            -         Mostra Internazionale Piccolo Formato, Galleria del Bello - Toronto (Canada)

            -         Biennale d’Arte Omaggio al Caravaggio, Museo Mystique - Malta

            -         Premio Selezione Centro Maestri dell’Anno

            -         Istituto Internazionale d’Arte Moderna - Rivoltella del Garda

1988    -          Premio Milano Capitale dell’Arte (Artista dell’anno)

1990    -          I Biennale Città di Bordighera (Palazzo del Parco)

            -         I Premio Internazionale Artisti per l’Europa - La Spezia

1991    -          Concorso Internazionale “Omaggio a C. Colombo”, Museo Mystique - Malta

1992    -          Premio Italia ’92 - Budapest - Stoccolma - New York (Art Leader)

1992    -          Premio Italia - Parigi

1993    -          VI Rassegna d’Arte Contemporanea - Nuoro

1994    -          Video Exposition (Artisti Italiani) Art Word - distinto - New York

1994    -          I Biennale d’Arte Siciliana - Vittoria

1994    -          Via Crucis - Parrocchia “SS. Giuseppe e Fortunato” - Borgo Aversana Battipaglia

(Salerno)

1994    -          Maison des Loisirs et de la Culture - Premio Italia - Parigi

1995    -          VII Rassegna d’Arte Contemporanea (Galleria l’Iride) - Nuoro

1996    -          XVI Concorso nazionale Pittura e Grafica sacra - Medaglia d’Oro - Tivoli (Roma)

1996    -          Via Crucis (tempera e china su carta) Chiesa dei Salesiani - Nuoro

1997    -          II Premio Flash Art Museum - Trevi (Perugia)

1997    -          “Rembrant, Van Gogh, Picasso e... poi” (Holiday Art) - Barcellona

1998    -          Concorso Int. Roma Arte 2000: Verso il Giubileo (Galleria il Collezionista) Roma

1998    -          I Biennale Int. di Arte Contemporanea Art Flash Museum - Trevi (Perugia)

1998    -          Grand Prix de la Cote d’Azur (New Art Promotion) Radisson sas Hotel – Nice

(Francia)

1998    -          L’Assunta (Olio su pannello) - Chiesa S. Lorenzo M. - Gerano (Roma)

1998    -          Il Salvatore (Olio su pannello) - Chiesa S. Maria Ass. - Gerano (Roma)

1999    -          Via Crucis (Olio su pannelli) Chiesa B. Maria Gabriella - Nuoro

1999    -          Sala espositiva Ristorante Montiblù - Orgosolo (Nuoro)

1999    -          XII Rassegna Arte Contemporanea - Nuoro

1999    -          Arredo (Altare, Ambone, ecc.), Via Crucis (Olio) e tre quadri (Emmaus, Manré,

Annuncio - Olio su pannelli) Chiesa SS.ma Trinità - M. Livata (Subiaco - Roma)

1999    -          Altare e Ambone - Chiesa S. Lorenzo M. - Gerano (Roma)

2000    -          Crocefisso (olio su pannello) Chiesa SS.ma Trinità - M. Livata (Subiaco - Roma)      

2001    -          Word Festival of Art on Paper - Kranj (Slovenia)

2001    -          “Dipingi una chiesa per il 2000”, Ass. C. Amici di Via Veneto e Grande Giubileo del

2000 - Roma

2001    -          “La Palma d’Oro” I Bienn. d’Arte - Sirmione (Brescia) - (New Art Promotion)

2001    -          “Elogio della Bellezza” Sala Ortobene, Piazza Vittorio Emanuele, Nuoro

2001    -          “Pittura, Scultura” Centro Culurale Europa Arte Contemporanea, Roma

2002    -          “Roma 2002-2003” Galleria La Pigna, Roma

2002    -          Dipinto olio su tela, Comune di Bottidda (Sassari)

2003    -          “Materia e Forma” Galleria La Pigna, Roma

2003    -          Collettiva di pittura, Rocca Abbaziale di Subiaco, Parco Monti Simbruini

2003    -          Via Crucis (tempera + acquarello), Seminario Vescovile, Nuoro

2003    -          “Materia e Forma”, Sala Buenos Aires, Roma

2004    -          “Dicesi Paesaggi” Centro Congressi Hotel Astoria, Stresa

2004    -          Asta di Primavera Mediapolis, Stresa

2004    -          “Materia e Forma” Città della Mussale, Cagliari

2006    -          Prima Rassegna d’Arte Sacra, “Le sorgenti dello Spirito” Palazzo del Seminario,

Tivoli (Roma)

BIBLIOGRAFIA

1973    -          Arte Italiana per il mondo S.E.N. - Torino

            -         Vademecum nell’Arte Italiana, Ed. S.E.N. - Torino

            -         Arteguida Internazionale, Ed. Lo Faro - Roma

1978    -          Il Quadrato - Milano

1982    -          Artisti Contemporanei, Accademia Italia; L’Elite, Selezione Arte Italiana - Varese

1983    -          Tendenza e testimonianze dell’Arte Contemporanea; Art. Diary 1983-1984

1984    -          Enciclopedia Mondiale degli Artisti Contemporanei

            -         Seledizioni; Artisti della Comunità Europea, Seledizioni Bologna, 1984-85

1986    -          Un anno d’Arte, Fabbri Editori - Milano; TG I, Paesi della Domenica, 12/07/1986-87

1987    -          Gran Premio Belle Arti, E.N.M.A. - Fidenza; I Maestri del Colore E.N.M.A.

1988    -          L’Arte nei comuni d’Italia, E.N.M.A. - Fidenza Catalogo dell’Arte Moderna Italiana,

n. 24 (Mondadori)

1989    -          Il Quadrato - Milano

1989    -          Avvenire del 16.03.1989

1990    -          Artisti Contemporanei, l’Elite - Varese

1990    -          Catalogo Arte Moderna Italiana, n. 24 Mondadori

1991    -          Avvenire del 17.01.1991

1991    -          La Gazzetta di Ferrara, n. 24 del 25.01.1991

1991    -          Master Magazine, bimensile di Arte e Cultura, n. 6, Ferrara

1991    -          Caleidoscopio, settimanale di informazione, n. 2 dell’11.02.1991, Ferrara

1992    -          Catalogo Arte Moderna Italiana, n. 27, Mondadori

1994    -          TOP ARTS - Rossano Massaccesi Edizioni

1995    -          Contemporary Painters and Sculptors, Nussbaumen Schweiz

1995    -          Incontri Artistico Letterari (opere scelte), Ed. La Pleiade, Milano

1996    -          Catalogo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea del Lazio, Fasc. n. 2, Lazio,

All. Artleader

1998    -          ART DIARY, Italia, G. Politi, Ed., Milano

2000    -          Avvenire del 17.09.2000

2001    -          Avvenire del 09.09.2001

2001    -          Sacro Speco

            -         Arte Italiana, dal ‘900 ad oggi: 2a edizione, Ed. “L’altro modo di volare”,

 Castellammare di Stabia

            -         Nuova Sardegna

            -         TV3

2001    -          Secolo d’Italia del 04.11.2001

2002    -          Arte e Fede - Gennaio/Aprile 2002

2003    -          L’Unione Sarda del 09.12.2003

2003    -          Il Giornale di Vicenza del 14.12.2003

CRITICI

G. Pullo; T. Amodei; D. Petrocelli; G. Boulanger; H. Weiss; A. Vannoli; C. Benincasa; A. Savorelli; D. Campanili; M. Giacobbi; E. Moro; M. Occhipinti; R. Boccaccini; P.A. Di Martino; G. Mancini; S. Fabri; A. Crapanzano; A. Onorati; D. Fasciolo; L. Tallarico; E. Piredda; G. Mattana; G. Prosperi.