|
È dagli anni
‘70 che Giovanni Censi ha intrapreso con forza il cammino di
testimoniare, attraverso la pittura, il suo mondo interiore;
di palesare i reconditi stati del suo animo; di comunicare il
profondo dei pensieri con il linguaggio che gli è più
congeniale e che via via ha rivelato oltre la forma, oltre il
cromatismo, una cultura di formazione teologica, una memoria
di equilibrio esistenziale tra un’etica civile e una morale
religiosamente rigorosa; una vitalità capace di esprimere il
senso di una libertà pronta a nutrirsi del simbolo e del
mistero ed al contempo sensibile nel dare nutrimento ai valori
ed alla vita quotidiana. |
|
In questo
senso, dal lontano Kohelet, ecco il blu, il giallo e il rosso
battere il ritmo del tempo: nascere, amare, lottare, morire...
raggiungere insieme la pace... in sintonia con le tappe che
segnano l’itinerario della vita dell’uomo. Grandi tele, che
dal Kohelet assorbono la grande lezione sulla vanità, e
rendono comprensibili, nella semplicità dei vortici pittorici,
e nella luce che si staglia all’orizzonte, l’assunto biblico:
“Tutte le parole sono inadeguate / nessuno può descrivere
tutto: non si sazia l’occhio di vedere / né l’orecchio si
riempie di ciò che sente”. |
|
Eco lontana di
Genesi, che si annuncia con groviglio sovrastato di luce
accecante. |
|
È “Il primo
giorno”: “E fu mattina”... “E fu sera”, parabola della
Creazione, resa da Censi con una particolare propensione allo
stupore. |
|
Orizzonti
concavi e convessi - nella prospettiva dei Salmi - invitano a
guardare dentro noi stessi, a cercare, a conoscerci:
“All’aurora io Ti cerco”...con tenui colori... per esplodere
verso l’alto: “Esulti la terra”, oltre la lussureggiante,
infiammata natura, oltre i confini di un cielo cobalto. |
|
La spatola di
Censi disegna movimenti liberatori: la forza di un
impressionismo che narra con determinazione la “cacciata” di
Adamo ed Eva, la “caduta” di Paolo a Damasco, l’“Apocalisse” e
i suoi simboli. |
|
E contrappone,
con impasti di colore irripetibili, le nascoste frenesie che
agitano “la città dell’uomo” alla paziente compostezza degli
uomini “presso i fiumi”; e alla dolente e perpetua storia
dell’Uomo solo tra gli ulivi, che redime con la Croce i
peccati degli uomini, le serene atmosfere della “Pasqua” e il
concretarsi di “Cieli Nuovi” come traguardo delle passioni
ultime e delle speranze possibili. |
|
Censi racconta
coi colori, esprime forme di matura vocazione artistica,
imprime sapienza e sofferenza alle sue tele e trasmette
vigorosamente, in linea con un temperamento che si dimena tra
tormento e speranza, un vissuto umano e profetico entro il
quale non è possibile non riconoscersi, non è impossibile
confrontarsi, non è impossibile stabilire un incontro. |
|
Dante Fasciolo |
|
Direttore di “Arte e Fede” |
|
|
|
Attraversiamo
la porta stretta e saliamo su una ripida scala fino al
luminoso bianco di uno spazio angusto, ma sorprendentemente
aperto all’orizzonte e tralucente dello stupore del sacro.
Vogliamo, meno laicamente, usare la parola santo? Certamente
si. Perché in questo luogo si contraddice e si smentisce il
versetto di Giovanni: E gli uomini preferirono le tenebre
piuttosto che la luce. |
|
Sono qui nello
studio di Giovanni Censi insieme a Maria Pelliccia, sua
inimitabile stimatrice. |
|
Al di qua della
luce giovannea è storia di rovine e di assenza, di tenebre
appunto. Il tragico deprivato dell’ottimismo spalanca la larga
porta delle illusioni del nulla, della cancellazione
irreversibile della speranza, della carenza buia del santo.
|
|
Giovanni Censi
conosce questi termometri della finitudine, della fragile
finitudine, ma in ogni sua opera, in modo talora meno
evidente, in altro più solare, si percepisce la presenza
illuminante dello splendore della luce, frutto dell’imaginazione
che è libertà della mente (W. Stevens). Mi sembra, perciò,
opportuno sottolineare che anche nel tempo della povertà i
suoi volti e la sua natura vibrano della luce riflessa
dell’universo creaturale. |
|
Chiamavo le
stelle sorelle |
|
E la primavera
melodia divina |
|
Questi versi
del poeta Holderlin attanagliano quel sentimento del santo che
affraterna ogni creatura. Sembrerebbe, la fantasmagoria dei
colori di Giovanni Censi, lontana dallo spogliarsi del
poverello di Assisi, eppure nei due c’è la stessa significanza
della Presenza. |
|
Il Cantico di
Francesco e la pittura di Giovanni Censi introducono
all’evocazione, alla ricerca, al trovare e cercare ancora un
assoluto articolato in immagini simboliche e preziose su cui
prorompe l’impeto della bellezza. Eppure come è lontana la
vanitas, come è presente in ambedue la goccia del Qohelet,
come il pensiero si fa prepotentemente immagine del senza
immagine. Ambedue fanno fiorire il deserto mediante quell’esprimersi
che nei momenti alti tutto avvolge. |
|
Tempo per
nascere (Qohelet), in questa tela il nascere è premessa
brulicante delle miriadi forme di vita, di tutta la vita, pur
nel limite della finitudine del reale e come nella musica di
Satie, soprattutto nei suoi piano works, egli si abbandona
alla gioia ed ai teneri piaceri dell’immaginazione ora con
umore rapido e istintivo ora con la dolcezza poetica di una
affezione delicata. Allora niente è meccanicistico, vi è,
piuttosto, un equilibrio squilibrato (M. Luzi) che rafforza
l’anelito cosmico verso il santo. Perfino il cielo, luogo
simbolicamente deputato a rappresentare il santo, perfino il
cielo, dicevo, perde via via compattezza per chiedere senso
alla vita tirata fin lassù negli spazi blu che le
restituiscono voce e fermento. |
|
La tensione
vitale di Giovanni Censi allora si addensa e, nel cercare
con la spatola le vibrazioni che si spandono fin fuori la
tela, gli permette l’ascesi verso immagini sacre, icone, che
spesso traducono il tragico della crocefissione. La
gestualità, allora, si fa più rapida con il cuore in gola,
perché il tragico sottolinea ossa e costole; si spalanca
l’abisso, ma proprio allora, il tempo fuori del tempo, fa
fiorire il deserto nell’abbraccio totale, sì spasmodico, con
quell’umanità riacciuffata dall’Assoluto. Il cielo allora
riverbera quella costante luce, luce che brilla tra le
tenebre, luce dell’interiore ed energetica espansione del
cosmo. |
|
La porta
stretta e la scala stretta sono allora il pertugio, la
strozzatura della clessidra dove l’oro della sabbia trapassa.
Oltre è il fuoco e il cipiglio istintivo del generoso e
passionale giocarsi di Giovanni Censi. La sua ultima fatica è
l’opera, ancora in corso, attraversante il Cantico dei
Cantici, il Cantico Nuziale. Il sistema di questa silloge
pittorica non è mai chiuso e si estende in un continuum, che
non è solo paesaggio, ma rielaborazione di esso con sviluppi
formali a macchia, a chiazze, a superfici rapide e mutevoli, a
particolari di un mondo sempre emergente dall’anima. In esso i
margini delle opere schiariscono sempre verso l’alto evitando
una modalità spaziale codificata. Il figurativo procedere, per
lo meno il riferimento realistico, non viene mai meno,
tuttavia trova sorprendentemente un inevitabile e suggestivo
allontanarsi dalle sue modalità estetiche, dalla sua fissità e
dalla sua saldezza descrittiva. La Bibbia e, nel nostro caso
il Cantico, è già pittura in sé, ispirata e ispiratrice,
grafia dell’evento del colore. I versetti del Cantico,
nell’opera pittorica di Giovanni Censi, si sottraggono alle
parole. Egli, infatti, ne visualizza l’interpretazione in
sequenze successive chiarendo la complessità del testo con
gesti profondi resi visibili dalla sua poetica ora manifesta
ora enigmatica. È il procedere simultaneo, in un certo senso
mitico e simbolico, della profezia della Parola e del Segno.
|
|
La colomba,
come la donna amata, allora è simbolo della sposa, che tutto
sovrasta il pensiero totalmente assolutizzante dell’amore
coniugale. Nell’opera l’Amore è più forte della morte,
Giovanni Censi sperimenta ancora l’esperienza dell’assenza,
intrigando la lama centrale della tela e anche se il groviglio
straripante e frenetico focalizza l’attenzione, tuttavia
proprio da questo singulto umano, da questo coacervo di
spatolate: linee e colori, emerge un cielo di una lievissima e
luminosissima spiritualità creatrice. È il trionfo dell’amore
sulla morte e sul silenzio. (G. Ravasi) Il dirupo, che è
spaziale ma anche cronologico, nel senso della deprivazione
dell’intervento operativo dell’artista, il dirupo, dicevo è
nella voragine verde-multicolore della tela Per vedere
verdeggiare la tua valle. In essa l’andamento a vortice
curvilineo ordisce un abisso che esplode fino a rapire
l’anelito a Dio. Il gesto espressionista, rasenta, allora,
l’informale per riprendere il respiro e per insinuare la
fecondità della gestazione. Il cielo, quello scorcio di cielo,
illumina e sta dentro il quadro come luce, come guizzo
lampeggiante di luce, che tutto sovrasta il nostro nulla. Le
opere più strettamente figurative e più simbolicamente
sacramentali: Al ballo e Andremo alle Vigne, ci presentano i
personaggi di questa storia – simbolo in una sorta di
abbandono dell’anima all’essenzialità formale della Verità del
nudo. L’eros diviene allora atto sacramentale liberante tutta
l’energia creativa e interiore dell’essenzialità del santo e
del sacro. |
|
Nell’opera
culminante Andremo alle Vigne il maschio e la femmina non
sono, in vero, nudi ma la modalità dell’incontro sessuale è
solo velata, per pudore, dai colori delle vesti. L’impulso del
rosso dello Sposo sprigiona il librarsi della materia in esiti
e destini di autentica e traboccante sanguigna spiritualità.
Il bianco della Sposa rappresenta la grandezza umile
dell’attesa e della consacrazione della vita fino all’estrema
unità della mistica Sposa. L’intimità assoluta dell’amore
coniugale permette, allora, ad essa di tendere prepotentemente
all’infinito, al misterico rinvio a quel bramoso anelito umano
che può riposare, nella più totale apertura d’Amore, solo in
Dio. |
|
Subiaco, 25 agosto 2005 |
|
Giovanni Prosperi |
|
|
|
Bibliografia
Artistica |
|
Giovanni Censi
pittore e grafico autodidatta, è nato a Gerano (Roma) nel 1942
e qui vive ed opera in Via del Palazzo, 7 - Tel. 0774/798.672
- 798.254. |
|
Laureato in
teologia e impegnato in campo pastorale come sacerdote, Censi
è comunque nel campo dell’arte dal 1961, avendo frequentato
esponenti dell’ultima scuola romana e dell’espressionismo
americano (nelle opere ad olio predilige la spatola) e da
allora ha esposto in varie mostre e rassegne artistiche; è
altresì presente in alcune “botteghe” d’arte; ha disegnato e
curato l’arredo di chiese, dove offre quadri di grande
respiro. |
|
“Accompagnando
la pittura di Giovanni Censi abbiamo l’impressione che essa
sia un arco che si accinge a raggrumare energia e tensione per
divenire segno e simbolo di volo. |
|
Il colore si
tende e si estende sempre un po’ oltre la forma e
l’organizzazione materica si complica e si dilata per andare
oltre le cose percepite, per divenire movimento e indicazione
simbolica del linguaggio del cuore. Nella pittura il cuore
vuole raccontare un cammino, una scelta di vita, un percorso
di sfida, una testimonianza di impegno: la pittura rivela il
movimento dell’esistenza ad andare oltre i segni del mondo e
le cose del quotidiano vivere. L’intensità dell’esperienza si
sviluppa nel tentativo di volare con la fatica della materia,
poiché il colore è pur sempre e comunque materia. |
|
Queste opere
sono come un’urna piena d’acqua che vuole debordare, come un
cestino che vuole offrire la pienezza di ciò che contiene; e
questa pienezza diventa simbolo di un desiderio di andare
oltre le tante stagioni del giorno dell’uomo. Ma per andare
oltre, bisogna restare, bisogna inciampare nello sguardo, nel
limite, nella forma, nella realtà della finitudine della
materia. La materia pittorica è il pretesto per svelare
l’ansia dello spirito e ricercare ciò che ci attende.” |
|
Carmine Benincasa |
|
(1984 - Subiaco) |
|
|
|
Nota
Bibliografica |
|
ESPOSIZIONI
PERSONALI |
|
1965
- Sala Giovanni XXIII Subiaco (Roma) |
|
1976
- Galleria d’Arte Parione - Firenze |
|
1980
- Galleria d’Arte Leonardo Da Vinci - Roma |
|
1984
- La Mandragore Int. Gallery - Parigi |
|
1984
- Palazzo G.A. Braschi - Subiaco (Roma) |
|
1989
- Galleria d’Arte 1’Iride - Nuoro |
|
1990
- Sede Pro-Loco - Gerano (Roma) |
|
1991
- Galleria d’Arte Moderna - Alba (Ferrara) |
|
1991
- Galleria d’Arte l’Iiride - Nuoro |
|
1991
- Castello Medievale - Cerreto Laziale (Roma) |
|
1992
- Sala Comunale - Gerano (Roma) |
|
1994
- Sala Comunale - Gerano (Roma) |
|
1995
- Hotel Vittoria - Roma |
|
1996
- Religiosi a confronto - Nuoro |
|
1997
- Centro Culturale 1’Apollinare - Roma |
|
1999
- Sala Espositiva - Ristorante Montiblù - Orgosolo
(Nuoro) |
|
1999
- Studio l’Iride Nuoro |
|
2000
- Sala Espositiva - Chiesa B.M. Gabriella - Nuoro |
|
2001
- Palazzo G.A. Braschi - Subiaco (Roma) |
|
2001
- Galleria “La Pigna” - Roma |
|
2002
- Ex-palazzo Comunale - Bottidda (Sassari) |
|
2003
- Sala Ortobene - Piazza Vittorio Emanuele, Nuoro,
presentata da Giuseppe Mattana |
|
2003
- Galleria Bonan (Studio Arte Due) - Venezia |
|
2004
- Galleria Bonan (Studio Arte Due) - Bassano del
Grappa (Vicenza) |
|
2005
- “Arte Arredo”, 27 Aprile - 30 Giugno, Via Biasi
120, Nuoro |
|
2005
- Ass. Pro-Loco Mamoiada, Via Sardegna 13, 29 Ottobre
- 6 Novembre, Nuoro |
|
|
|
COLLETTIVE E
PREMI |
|
1961
- Palazzo delle Esposizioni - Roma |
|
1965
- Mostra per il V Centenario della Stampa in Italia
Subiaco (Roma) |
|
1967
- Festa della Primavera, Azienda Autonoma Subiaco -
Subiaco (Roma) |
|
1969
- Seconda Rassegna d’Arte delle A.C.L.I. - Roma |
|
1971
- Concorso Centro Romano di Arti Figurative |
|
- Roma, Exposition de la Peinture
Italienne |
|
- Parigi (Medaglia
del Centro C. Interarte) |
|
1972
- Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli |
|
- Galleria Arte Nuova - Courmayer (Aosta) |
|
1973
- Rassegna Nazionale Ist. Beato Angelico, Roma -
(Segnalato) |
|
1974
- Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli (Roma)
(V Premio) |
|
- III Biennale Europea d’Arte Contemporanea |
|
- Montecarlo (Premio Campidoglio d’Argento) |
|
1975
- II Mostra d’Arte Sacra (C.E.I.C.) - Roma |
|
- Premio Primavera - Foggia (Medaglia d’oro) |
|
- XIII Mostra Nazionale Contea di Bormio (Sondrio) |
|
- VI Rassegna Primavera, Londra, Foyles Art Gallery -
Londra (Segnalazione |
|
|
particolare della critica) |
|
1976
- Premio Morando Bolognini - Castello Visconteo di S.
Angelo Lodigiano - Milano |
|
- Mostra Internazionale Il Tagliamonte |
|
- Centro Culturale Oltrepadano - Borgoratto Mormorolo
- Pavia (segnalato) |
|
- Mostra Mercato Arte Figurativa - Anticoli Corrado
(Roma) - (I classificato) |
|
- VII Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli
(Roma) |
|
1977
- Premio Internazionale Torre d’Amsperto, Galleria
Studio A - Milano |
|
- VIII Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli
(Roma) - (IV classificato) |
|
- Salone Europeo d’Autunno - Piccadilly Palace -
Londra (segnalato) |
|
- Premio Primavera, Club degli Artisti - Foggia
(medaglia d’oro) |
|
1978
- IX Rassegna Primavera Musè de La Vieilìe Charitè -
Marsiglia (trofeo) |
|
1979
- II Gran Premio della Stampa, Salone dell’Arengario
- Milano |
|
- VI Settimana della Cultura - Tivoli; Premio Trofeo
Vittoria Alata, V |
|
- Biennale Europea, Palazzo Reale, Neue Residenz
Banberg (Germania) |
|
- S. Maria del Cammino (Olio su pannello) - Chiesa S.
Anatolia Gerano (Roma) |
|
1979
- II Mostra Permanente della Pinacoteca d’Arte Antica
e Moderna dell’Accademia |
|
|
Italia, Palazzo delle
Manifestazioni - Salsomaggiore Terme (Parma) |
|
- Galleria d’Arte La Cittadella - Torino |
|
1980
- X Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli
(Roma) |
|
- Mostra Mercato di Pittura, Grafica e Ceramica -
Palestrina (Roma) |
|
- IV Mostra d’Arte Sacra, Palazzo dei Papi - Viterbo
(Medaglia della città di Lucca) |
|
1981
- C.E.I.C. XI Rassegna Primavera e XXV Esposizione
Internazionale d’Arte |
|
|
Contemporanea - Siviglia (Coppa
Presidenza Commissione Giudicatrice) |
|
- Mostra Permanente, Palazzo delle Esposizioni -
Salsomaggiore Terme (Parma) |
|
1982
- I Trofeo d’Oro Tibur - Tivoli (Roma) |
|
- Le Salon des Nations - Parigi |
|
- Biennale Europea,
Nouveau Theatre Municipal, Luxembourg |
|
1983
- Expo Arte, Galleria la Bitta - Bari |
|
- Premio Internazionale Bonn - Bonn (Coppa Standt
Bonn) |
|
- Festa dell’Amicizia - Fiuggi |
|
1984
- Mostra Estemporanea - Subiaco (Roma) (I
Classificato) |
|
1985
- Agrincontri - Roma; Galleria La Clessidra - Subiaco
(Roma) |
|
- Mostra di Arti Figurative - Subiaco (Roma) |
|
1986
- Concorso Nazionale di Pittura Sacra - Tivoli (Roma) |
|
- Galleria Centro Storico - Firenze |
|
1987
- I Premio Nazionale i Maestri del Colore, Grandi
Artisti 1947-1987 |
|
- Il Segno Italiano in Francia - Paris, Quai S. Michel,
Porte del Clignancout (Diploma |
|
|
d’Onore) |
|
- Mostra Internazionale Piccolo Formato, Galleria del
Bello - Toronto (Canada) |
|
- Biennale d’Arte Omaggio al Caravaggio, Museo
Mystique - Malta |
|
- Premio Selezione Centro Maestri dell’Anno |
|
- Istituto Internazionale d’Arte Moderna - Rivoltella
del Garda |
|
1988
- Premio Milano Capitale dell’Arte (Artista
dell’anno) |
|
1990
- I Biennale Città di Bordighera (Palazzo del Parco) |
|
- I Premio Internazionale Artisti per l’Europa - La
Spezia |
|
1991
- Concorso Internazionale “Omaggio a C. Colombo”,
Museo Mystique - Malta |
|
1992 - Premio Italia ’92 -
Budapest - Stoccolma - New York (Art Leader) |
|
1992
- Premio Italia - Parigi |
|
1993
- VI Rassegna d’Arte Contemporanea - Nuoro |
|
1994 - Video Exposition
(Artisti Italiani) Art Word - distinto - New York |
|
1994
- I Biennale d’Arte Siciliana - Vittoria |
|
1994
- Via Crucis - Parrocchia “SS. Giuseppe e Fortunato”
- Borgo Aversana Battipaglia |
|
|
(Salerno) |
|
1994 - Maison des Loisirs et de la
Culture - Premio Italia - Parigi |
|
1995
- VII Rassegna d’Arte Contemporanea (Galleria
l’Iride) - Nuoro |
|
1996
- XVI Concorso nazionale Pittura e Grafica sacra -
Medaglia d’Oro - Tivoli (Roma) |
|
1996
- Via Crucis (tempera e china su carta) Chiesa dei
Salesiani - Nuoro |
|
1997 - II Premio Flash Art
Museum - Trevi (Perugia) |
|
1997
- “Rembrant, Van Gogh, Picasso e... poi” (Holiday
Art) - Barcellona |
|
1998
- Concorso Int. Roma Arte 2000: Verso il Giubileo
(Galleria il Collezionista) Roma |
|
1998
- I Biennale Int. di Arte Contemporanea Art Flash
Museum - Trevi (Perugia) |
|
1998 -
Grand Prix de la Cote d’Azur (New Art Promotion) Radisson sas
Hotel – Nice |
|
|
(Francia) |
|
1998
- L’Assunta (Olio su pannello) - Chiesa S. Lorenzo M.
- Gerano (Roma) |
|
1998
- Il Salvatore (Olio su pannello) - Chiesa S. Maria
Ass. - Gerano (Roma) |
|
1999
- Via Crucis (Olio su pannelli) Chiesa B. Maria
Gabriella - Nuoro |
|
1999
- Sala espositiva Ristorante Montiblù - Orgosolo
(Nuoro) |
|
1999
- XII Rassegna Arte Contemporanea - Nuoro |
|
1999
- Arredo (Altare, Ambone, ecc.), Via Crucis (Olio) e
tre quadri (Emmaus, Manré, |
|
|
Annuncio - Olio su pannelli)
Chiesa SS.ma Trinità - M. Livata (Subiaco - Roma) |
|
1999
- Altare e Ambone - Chiesa S. Lorenzo M. - Gerano
(Roma) |
|
2000
- Crocefisso (olio su pannello) Chiesa SS.ma Trinità
- M. Livata (Subiaco - Roma) |
|
2001 - Word Festival of Art on
Paper - Kranj (Slovenia) |
|
2001
- “Dipingi una chiesa per il 2000”, Ass. C. Amici di
Via Veneto e Grande Giubileo del |
|
|
2000 - Roma |
|
2001
- “La Palma d’Oro” I Bienn. d’Arte - Sirmione
(Brescia) - (New Art Promotion) |
|
2001
- “Elogio della Bellezza” Sala Ortobene, Piazza
Vittorio Emanuele, Nuoro |
|
2001
- “Pittura, Scultura” Centro Culurale Europa Arte
Contemporanea, Roma |
|
2002
- “Roma 2002-2003” Galleria La Pigna, Roma |
|
2002
- Dipinto olio su tela, Comune di Bottidda (Sassari) |
|
2003
- “Materia e Forma” Galleria La Pigna, Roma |
|
2003
- Collettiva di pittura, Rocca Abbaziale di Subiaco,
Parco Monti Simbruini |
|
2003
- Via Crucis (tempera + acquarello), Seminario
Vescovile, Nuoro |
|
2003
- “Materia e Forma”, Sala Buenos Aires, Roma |
|
2004
- “Dicesi Paesaggi” Centro Congressi Hotel Astoria,
Stresa |
|
2004
- Asta di Primavera Mediapolis, Stresa |
|
2004
- “Materia e Forma” Città della Mussale, Cagliari |
|
2006
- Prima Rassegna d’Arte Sacra, “Le sorgenti dello
Spirito” Palazzo del Seminario, |
|
|
Tivoli (Roma) |
|
|
|
BIBLIOGRAFIA |
|
1973
- Arte Italiana per il mondo S.E.N. - Torino |
|
- Vademecum nell’Arte Italiana, Ed. S.E.N. - Torino |
|
- Arteguida Internazionale, Ed. Lo Faro - Roma |
|
1978
- Il Quadrato - Milano |
|
1982
- Artisti Contemporanei, Accademia Italia; L’Elite,
Selezione Arte Italiana - Varese |
|
1983
- Tendenza e testimonianze dell’Arte Contemporanea;
Art. Diary 1983-1984 |
|
1984
- Enciclopedia Mondiale degli Artisti Contemporanei |
|
- Seledizioni; Artisti della Comunità Europea,
Seledizioni Bologna, 1984-85 |
|
1986
- Un anno d’Arte, Fabbri Editori - Milano; TG I,
Paesi della Domenica, 12/07/1986-87 |
|
1987
- Gran Premio Belle Arti, E.N.M.A. - Fidenza; I
Maestri del Colore E.N.M.A. |
|
1988
- L’Arte nei comuni d’Italia, E.N.M.A. - Fidenza
Catalogo dell’Arte Moderna Italiana, |
|
|
n. 24 (Mondadori) |
|
1989
- Il Quadrato - Milano |
|
1989
- Avvenire del 16.03.1989 |
|
1990
- Artisti Contemporanei, l’Elite - Varese |
|
1990
- Catalogo Arte Moderna Italiana, n. 24 Mondadori |
|
1991
- Avvenire del 17.01.1991 |
|
1991
- La Gazzetta di Ferrara, n. 24 del 25.01.1991 |
|
1991
- Master Magazine, bimensile di Arte e Cultura, n. 6,
Ferrara |
|
1991
- Caleidoscopio, settimanale di informazione, n. 2
dell’11.02.1991, Ferrara |
|
1992
- Catalogo Arte Moderna Italiana, n. 27, Mondadori |
|
1994
- TOP ARTS - Rossano Massaccesi Edizioni |
|
1995
- Contemporary Painters and Sculptors, Nussbaumen
Schweiz |
|
1995
- Incontri Artistico Letterari (opere scelte), Ed. La
Pleiade, Milano |
|
1996
- Catalogo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea
del Lazio, Fasc. n. 2, Lazio, |
|
|
All. Artleader |
|
1998
- ART DIARY, Italia, G. Politi, Ed., Milano |
|
2000
- Avvenire del 17.09.2000 |
|
2001
- Avvenire del 09.09.2001 |
|
2001
- Sacro Speco |
|
- Arte Italiana, dal ‘900 ad oggi: 2a edizione, Ed.
“L’altro modo di volare”, |
|
|
Castellammare di Stabia |
|
- Nuova Sardegna |
|
- TV3 |
|
2001
- Secolo d’Italia del 04.11.2001 |
|
2002
- Arte e Fede - Gennaio/Aprile 2002 |
|
2003
- L’Unione Sarda del 09.12.2003 |
|
2003
- Il Giornale di Vicenza del 14.12.2003 |
|
|
|
CRITICI |
|
G. Pullo; T.
Amodei; D. Petrocelli; G. Boulanger; H. Weiss; A. Vannoli; C.
Benincasa; A. Savorelli; D. Campanili; M. Giacobbi; E. Moro;
M. Occhipinti; R. Boccaccini; P.A. Di Martino; G. Mancini; S.
Fabri; A. Crapanzano; A. Onorati; D. Fasciolo; L. Tallarico;
E. Piredda; G. Mattana; G. Prosperi. |