Mario Caddeo

Via Maranella di Mar., 136
00040 Morena (Roma)
 

338/47.51.499
 

 
 
 
   
 

 

Mario Caddeo è nato a Ghilarza (OR) nel '48, risiede e lavora a Roma-Morena (RM), autodidatta (caposcuola del Movimento "organicismo") ,grafico, pittore, scultore, poeta, scrittore, critico e storico dell'arte, funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è un artista che ha al suo attivo numerose personali in Italia e all'estero e le sue opere si trovano m permanenza nel Museo d'Arte Modèrna di Roma, nell'Archivio deikla Biennale di Venezia e in Pinacoteche di tutto il mondo. Numerose sono le onoreficenze ottenute durante il suo percorso artistico e la sua bibliografia è imponente.

L'AUTONOMIA DEL COLORE DI MARIO CADDEO

E' interessante seguire il percorso artistico di Mario Caddeo e di come abbia sapientemente e coerentemente trasfigurato la realtà per arrivare all'astrattismo attraverso la stesura di un linguaggio personale, con 10 opere che mi piace prendere in considerazione da uno dei suoi cataloghi, a partire proprio dalla "Ricerca di autenticità" (un corpo femminile fluttuante in un'astrazione geometrica), al "Pensiero" (un frammento di volto di donna), "Masochismo" (il volto di donna che si trasforma e si squaglia), per arrivare alle "Orchidee", "Inferno e Paradiso", "Attentato terroristico", "Gli artigli della guerra", "Olocausto" (anche i colori di queste opere, come avremo modo di analizzare, sono molto simili a quelli della carne, del fuoco e del sangue), per concludere con "Danza tribale" e "L'angelo del signore", nelle quali oltre alle introspezioni dell'artista anche i colori si attenuano e si addolciscono.

In queste dieci opere, a mio avviso, si snoda il percorso artistico di Mario Caddeo, che come gran parte degli artisti del Novecento sono passati gradatamente dal figurativo all'astratto (Tancredi, Afro, Fontana, Capogrossi, tanto per citarne alcuni) lasciando un'impronta personale indelebile. L'impronta principale di Mario Caddeo, il suo fiore all'occhiello, è quel rosa ora chiaro ora più acceso, un rosa che prende le sembianze della carne, del sangue o del fuoco (lo definirei "Rosa Caddeo") che ha la facoltà di acquisire diverse tonalità in relazione alle differenti circostanze ed esigenze.

E' proprio questa la peculiarità della pittura di Mario Caddeo, che segue un percorso basato sull'autonomia del colore.

E' possibile definire la sua pittura come il tentativo di raggiungere un colore puramente evocativo, estensione sensoriale e mentale della propria sensibilità, dell'esigenza di creare associazioni tra colore e forma, che appaiono come il diario dei suoi stati d'animo, un racconto di sensazioni e sentimenti di forte impatto emotivo e di grande drammaticità, in quanto essere pittore emotivo e viscerale come Mario Caddeo è cosa ardua e tormantata: significa riflettere le molte tensioni del proprio animo e di riportarle con coerenza sulla tela.

La tendenza artistica di Mario Caddeo prescinde dalla rappresentazione mimetica del mondo estemo e trova le sue ragioni nella riflessione e nel sentimento poetico delle sue opere.

La sua ricerca artistica tende a rifondere il proprio campo d'azione sulla base della conoscenza del reale attraverso lo studio di quegli elementi formali costituenti le fondamenta sintattiche del linguaggio visivo, innescando un processo di sempre più radicale semplificazione della figuratività. I colori personali di Mario Caddeo rivestono gli incubi dell'era moderna, trasfigurano la realtà, inventano prospettive , rappresentano i contorni di un paesaggio immaginario, come il canto di un poeta attorno al corpo della donna amata.

Dipingere, per Mario Caddeo, è solo un mezzo per capire la realtà; egli conosce il mondo attraverso il colore, è coinvolto nel suo lavoro e sta in attesa, sulla tela, del momento finale, quando l'opera compiuta si svelerà così come l'ha sognata.

Il pessimismo di un poeta si affievolisce con i toni di colore, diventa più ottimista: la forza tumultuosa dei suoi impulsi lo spinge a ricominciare il suo febbrile lavoro per estendere la sua realtà nello spazio rosa della sua pittura.

Quei grovigli di colore sono le paure e le ansie dell'uomo moderno, del vivere collettivo e più spesso dell'isolamento artistico.

Quelli che ci entusiasmano di più nell'arte di Mario Caddeo sono i dipinti raffinati, principalmente monocromi, in cui la superficie mossa da un delicato intreccio astratto di linee e di luce, di motivi più scuri e più chiari, acquista spessore e ricchezza, favorisce unione di colori e di tonalità che danno ritmo, illuminano emozioni e nello stesso tempo reinventano uno stile di astrazione umanistico-relazionale, interessata più allo spirituale che al materiale.

Ma i giochi sono ancora aperti, perché l'artista è costantemente impegnato nella sua battaglia quotidiana, nell'Odissea tra racconto e sintesi formale, astrazione e figurazione, realtà e metamorfoci delle sensibilità.

Vinceranno la realtà o i recérberi delle emozioni? Avranno il sopravvento la cronaca drammatica della vita terrena o le ascendenze mformali-espressionistiche-astratte?

Siamo certi che Mario Caddeo, con l'animo del poeta, farà parlare più il cuore che la ragione.

EraldoDiVita

Il processo formale attraverso il quale si estrinseca la struttura compositiva delle opere di Mario Caddeo trae origine da un'elaborata formulazione segnica e cromatica ricca di accenti lirici, meramente emblematica ed evocativa, non sempre traducibile in immagini percettivamente definibili. Tale strutturazione del suo dipingere evidenzia il paradossale dilemma che vede il Caddeo in bilico tra neorealismo ed astrattismo, sferzato da un linguaggio estetico talvolta esasperato, soltanto apparentemente ambiguo e contradditorio, nonché pervaso dalla poliedrica ricerca di autenticità in valori trascendenti la nevroticità dell'esistenza.                       ,

(Brunetto Fantauzzi)

Partendo da esiti d'incancellabile estrazione figurativa, l'opera di Mario Caddeo tende al superamento dei limiti della concretezza realistica per sconfinare, con audacia e fantasia, in libere associazioni di elementi chiave ed insieme astratti, assumendo così significati riconducibili alle dirompenti problematiche del nostro tempo. II suo temperamento, tendenzialmente dramma fico per intima esigenza di lirismo ed armonia, trova un naturale veicolo espressivo in queste immagini che mettono sotto accusa le aberrazioni della società contemporanea e sottopongono ad una critica serrata situazioni di violenza e stravolgimento cui l'uomo costringe il suo ambiente e persino se stesso, senza alcuna coscienza delle minacce che rischiano di soffocare ogni forma di dignità umana.

(Emanuela Moro)

L'opera di Mario Caddeo risentiva, appena qualche anno fa, di sorprendenti richiami ai principali movimenti storici dell'arte moderna, puntualmente ri­visitati. Una siffatta interazione paradossale è legittimata grazie al ricorso, più evidente nella grafica, al cemento del suo organicismo. In questo modo dinamizza le sue composizioni esplose e fluttuanti, pur sempre identifica bili figurativamente nella loro irrinunciabile astrazione, nonostante l'oggetualizzante frattura della cornice e l'interruzione del supporto, onde dialogare con l'immediato intorno esteriore. Detta operazione tecnica ed estetica si legge in chiave di trama fittizia, d'imbastitura insieme accessoria e complementare rispetto al sostanziale contesto che focalizza  evitando il rischio latente di prevaricarlo.

(Pierà De Marzi)

Caddeo media l'intervento intrinseco, avente matrice di genere più o meno larvatamente figurativo con una sorta di mera operazione estetica di espan­sione spaziale i cui riferimenti non sono sempre facilmente intelleggibili. Dimodoché, così come l'opera invade lo spazio, attraverso la frammentazione del suo intorno, consente e reclama parimenti che il circostante, come un'inarrestabile marea,compenetri l'opera, senza soluzione di continuità del travaso.

(Lodovico Ferrari)