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Mario Caddeo è nato a Ghilarza (OR) nel '48, risiede e lavora
a Roma-Morena (RM), autodidatta (caposcuola del Movimento
"organicismo") ,grafico, pittore, scultore, poeta, scrittore,
critico e storico dell'arte, funzionario del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali, è un artista che ha al suo
attivo numerose personali in Italia e all'estero e le sue
opere si trovano m permanenza nel Museo d'Arte Modèrna di
Roma, nell'Archivio deikla Biennale di Venezia e in
Pinacoteche di tutto il mondo. Numerose sono le onoreficenze
ottenute durante il suo percorso artistico e la sua
bibliografia è imponente. |
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L'AUTONOMIA DEL COLORE DI MARIO CADDEO |
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E' interessante seguire il percorso artistico di Mario Caddeo
e di come abbia sapientemente e coerentemente trasfigurato la
realtà per arrivare all'astrattismo attraverso la stesura di
un linguaggio personale, con 10 opere che mi piace prendere in
considerazione da uno dei suoi cataloghi, a partire
proprio dalla
"Ricerca di autenticità" (un corpo femminile fluttuante in
un'astrazione geometrica),
al "Pensiero" (un frammento di volto di donna), "Masochismo"
(il volto di donna che si trasforma e si squaglia), per
arrivare alle "Orchidee", "Inferno e Paradiso", "Attentato
terroristico", "Gli artigli
della
guerra", "Olocausto" (anche i colori di queste opere, come
avremo modo di analizzare, sono molto simili a quelli della
carne, del fuoco e del sangue), per concludere con "Danza
tribale" e
"L'angelo del signore", nelle quali oltre alle introspezioni
dell'artista anche i colori si attenuano e si
addolciscono. |
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In queste
dieci opere, a mio avviso, si snoda il percorso artistico di
Mario Caddeo, che come gran parte degli artisti del Novecento
sono passati gradatamente dal figurativo all'astratto
(Tancredi, Afro, Fontana, Capogrossi, tanto per citarne
alcuni) lasciando un'impronta personale indelebile. L'impronta
principale di Mario Caddeo, il suo fiore all'occhiello, è quel
rosa ora chiaro ora più acceso, un rosa che prende le
sembianze della carne, del sangue o del fuoco (lo definirei
"Rosa Caddeo") che ha la facoltà di acquisire diverse tonalità
in relazione alle differenti circostanze ed esigenze. |
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E' proprio
questa la peculiarità della pittura di Mario Caddeo, che segue
un percorso basato sull'autonomia del colore. |
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E' possibile
definire la sua pittura come il tentativo di raggiungere un
colore puramente evocativo, estensione sensoriale e mentale
della propria sensibilità, dell'esigenza di creare
associazioni tra colore e forma, che appaiono come il diario
dei suoi stati d'animo, un racconto di sensazioni e sentimenti
di forte impatto emotivo e di grande drammaticità, in quanto
essere pittore emotivo e viscerale come Mario Caddeo è cosa
ardua e tormantata: significa riflettere le molte tensioni del
proprio animo e di riportarle con coerenza sulla tela. |
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La tendenza
artistica di Mario Caddeo prescinde dalla rappresentazione
mimetica del mondo estemo e trova le sue ragioni nella
riflessione e nel sentimento poetico delle sue opere. |
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La sua
ricerca artistica tende a rifondere il proprio campo d'azione
sulla base della conoscenza del reale attraverso lo studio di
quegli elementi formali costituenti le fondamenta sintattiche
del linguaggio visivo, innescando un processo di sempre più
radicale semplificazione della figuratività.
I colori
personali di Mario Caddeo rivestono gli incubi dell'era
moderna, trasfigurano la realtà, inventano prospettive ,
rappresentano i contorni di un paesaggio immaginario, come il
canto di un poeta attorno al corpo della donna amata. |
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Dipingere, per Mario Caddeo, è solo un mezzo per capire la
realtà; egli conosce il mondo attraverso
il colore, è
coinvolto nel suo lavoro e sta in attesa, sulla tela, del
momento finale, quando l'opera compiuta si svelerà così come
l'ha sognata. |
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Il pessimismo
di un poeta si affievolisce con i toni di colore, diventa più
ottimista: la forza
tumultuosa dei suoi impulsi lo spinge a ricominciare il suo
febbrile lavoro per estendere la sua realtà
nello spazio
rosa della sua pittura. |
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Quei grovigli
di colore sono le paure e le ansie dell'uomo moderno, del
vivere collettivo e più spesso dell'isolamento artistico. |
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Quelli che ci
entusiasmano di più nell'arte di Mario Caddeo sono i dipinti
raffinati, principalmente monocromi, in cui la superficie
mossa da un delicato intreccio astratto di linee e di luce, di
motivi più scuri e più chiari, acquista spessore e ricchezza,
favorisce unione di colori e di tonalità che danno ritmo,
illuminano emozioni e nello stesso tempo reinventano uno stile
di astrazione umanistico-relazionale, interessata più allo
spirituale che al materiale. |
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Ma i giochi
sono ancora aperti, perché l'artista è costantemente impegnato
nella sua battaglia quotidiana, nell'Odissea tra racconto e
sintesi formale, astrazione e figurazione, realtà e
metamorfoci delle sensibilità. |
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Vinceranno la
realtà o i recérberi delle emozioni? Avranno il sopravvento la
cronaca drammatica della vita terrena o le ascendenze
mformali-espressionistiche-astratte? |
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Siamo certi
che Mario Caddeo, con l'animo del poeta, farà parlare più il
cuore che la ragione. |
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EraldoDiVita |
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Il processo formale attraverso il quale si estrinseca la
struttura compositiva delle opere di Mario Caddeo trae origine
da un'elaborata formulazione segnica e cromatica ricca di
accenti lirici, meramente emblematica ed evocativa, non sempre
traducibile in immagini percettivamente definibili. Tale
strutturazione del suo dipingere evidenzia il paradossale
dilemma che vede il Caddeo in bilico tra neorealismo ed
astrattismo, sferzato da un linguaggio estetico talvolta
esasperato, soltanto apparentemente ambiguo e contradditorio,
nonché pervaso dalla poliedrica ricerca di autenticità in
valori trascendenti la nevroticità
dell'esistenza. , |
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(Brunetto
Fantauzzi) |
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Partendo da esiti d'incancellabile
estrazione figurativa, l'opera di Mario Caddeo tende al
superamento dei limiti della concretezza realistica per
sconfinare, con audacia e fantasia, in libere associazioni di
elementi chiave ed insieme astratti, assumendo così
significati riconducibili alle dirompenti problematiche del
nostro tempo. II suo temperamento, tendenzialmente dramma fico
per intima esigenza di lirismo ed armonia, trova un naturale
veicolo espressivo in queste immagini che mettono sotto accusa
le aberrazioni della società contemporanea e sottopongono ad
una critica serrata situazioni di violenza e stravolgimento
cui l'uomo costringe il suo ambiente e persino se stesso,
senza alcuna coscienza delle minacce che rischiano di
soffocare ogni forma di dignità umana. |
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(Emanuela
Moro) |
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L'opera di
Mario Caddeo risentiva, appena qualche anno fa, di
sorprendenti richiami ai principali movimenti storici
dell'arte moderna, puntualmente rivisitati. Una siffatta
interazione paradossale è legittimata grazie al ricorso, più evidente nella grafica, al cemento del suo
organicismo. In questo modo dinamizza le sue composizioni
esplose e fluttuanti, pur sempre identifica bili
figurativamente nella loro irrinunciabile astrazione,
nonostante l'oggetualizzante frattura della cornice e
l'interruzione del supporto, onde dialogare con l'immediato
intorno esteriore. Detta operazione tecnica ed estetica si
legge in chiave di trama fittizia, d'imbastitura insieme
accessoria e complementare rispetto al sostanziale contesto
che focalizza evitando il rischio latente di prevaricarlo. |
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(Pierà De
Marzi) |
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Caddeo media
l'intervento intrinseco, avente matrice di genere più o meno
larvatamente figurativo con una sorta di mera operazione
estetica di espansione spaziale i cui riferimenti non sono
sempre facilmente intelleggibili. Dimodoché, così come l'opera
invade lo spazio, attraverso la frammentazione del suo
intorno, consente e reclama parimenti che il circostante, come
un'inarrestabile marea,compenetri l'opera, senza soluzione
di continuità del travaso. |
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(Lodovico
Ferrari) |
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