|
MARILLA BATTILANA, milanese di nascita, veneta di origine,
studi classici e linguistici a Milano e quindi a Venezia: a
Ca' Foscari, laureatasi in Lingue e Letterature Straniere, ha
iniziato quale docente di Anglistica (1968-1980) la carriera
universitaria conclusa a Padova come titolare della cattedra
di Letteratura Angloamericana (1980-1996). In Venezia già
aveva frequentato la Scuola Libera del Nudo della locale
Accademia (1957-1961) sotto la guida di L. Gaspari e poi di G.
Santomaso partecipando pure attivamente a sperimentazioni
di gruppi di avanguardia. Alla prima personale del 1959
{Galleria del Baguttino, Milano) seguono molte altre
individuali e collettive. Dal 1964 al 1967 espone con il
gruppo 'Dialettica delle Tendenze' alla Galleria Numero
e nella Sala delle Colonne di Ca' Giustinian, Venezia: poi in
varie altre città d'Italia. E' fra i primi cultori di poesia
visiva nella seconda metà degli anni Sessanta. Si riawicina al
gruppo di 'Dialettica' per il trentennale celebrato con una
collettiva alla Galleria 8+1 (Mostre 1995). Da allora
la ripresa di quella continua e regolare attività pittorica
già interrotta per impegni e viaggi inerenti al suo lavoro di
docente. Fra le personali recenti: |
|
2001, Antologica opere 1956-2001 nella Galleria d'Arte
Moderna 'al Montirone', Abano Terme; |
|
2002, Antologica 1956-2002 "Dal realismo alla poesia visiva",
Sale dell'Ex Macello, Padova; |
|
2004, Mostra-premio alla Galleria 'II candelaio',
Firenze. |
|
|
|
Collettive principali: |
|
1998, "Post Scriptum", Rassegna di poesia visiva, Palazzo
Massari, Ferrara |
|
1999, "Gezelle Project" per il centenario del poeta Guido
Gezelle, Bruges(Belgio) |
|
2001, "Scripturae: artiste fra linguaggio e immagine",
Galleria civica, Padova |
|
2003, "Fiamma Vige e le Gallerie Numero", Archivio di
Stato, Firenze |
|
2003, I°premio (Fiorino d'oro). Palazzo Vecchio al "XXI0
Premio Firenze" |
|
2004, "Gran Premio delle Terme" (Abano T.) |
|
Artefiera, Padova 2004 |
|
Internationale Kunstmesse, Innsbruck, 2005 |
|
Lineari, Gand (Belgio) 2005 |
|
Artefìera, Padova 2005, et al |
|
Hanno scritto di Marilla (questo il nome d'arte): Mirella
Bentivoglio; Giorgio Di Genova in Storia dell'Arte Italiana
del Novecento. Generazione Anni Trenta, Bora, Bologna
2001; Giorgio Segato, Franco Verdi, Sergia Jessi Ferro... Il
giudizio più recente è di Roberta Fiorini (Eco d'arte
moderna giugno 2004): |
|
"E' un moto continuo danzante di segni che si agganciano
creando addensamenti di luce e poi si separano e fluttuano
come frantumi, corpi liberi nello spazio. Stesure diverse di
un unico racconto nel quale l'artista rende plausibile la
connessione fra concretezza e astrazione abilmente giocando
sul filo di un orizzonte allusivo in cui è concesso supporre
la genesi di una forma quanto il suo dissolvimento come
superamento in divenire altro". |
|
|
|
Rappresentata sui
seguenti siti: |
|
gnaccariniarte.it |
|
literary.it (ali: Atlante Letterario Italiano) |
|
google
(pagine varie - Marilla Battilana) |
|
|
|
Come di una musica cogliere un fraseggio e sentirlo risuonare
in strumentazioni e modulazioni diverse, con differenti
riverberi; come delle parole il suono; e ogni volta il
frammento porta con sé molteplici sensi dell'insieme da cui si
è dipartito, del suo disgregarsi e del suo ricomporsi come
energia, come elemento sintattico di energia psichica: poesia
visiva, suggestione musicale, parola, forma, eco, gesto,
scrittura....... |
|
Martin Heidegger sottolinea che l'opera d'arte non rappresenta
ma da origine, genera, e Marilla Battilana entra nel processo
generativo, collabora in esso ed 'astrae' un suo alfabeto —
alfabeto marillico lo chiama, divertita e sorpresa dalla
scoperta di questa persistenza visiva e sonora negli anni, in
svariate emergenze, che ora modellano profondità nei giochi di
luce delle sovrapposizioni, ora disegnano affioramenti
innestici, ora attestano flussi di coscienza e di conoscenza,
atmosfere intravviste o ritagliate, dilatarsi, espandersi o
contrarsi della sensorialità, comporsi di labirinti,
aggregarsi in città, voli di gabbiani, magiche dissolvenze
percettive, più o meno materiche, o diluite in chine,
inchiostri, acquerelli. E il senso, l'intenzione non sono mai
dispersivi o degenerativi, bensì di flusso energetico
liberatorio e germinale, di una continua trasformazione in
atto, sciamare scritturale, viaggio nella coscienza che
mantiene il sigillo, l'impronta del momento di avvio del
racconto d'origine. E questo, certamente in virtù di un grande
controllo intellettivo che interviene a sistemare e a comporre
una sintassi strutturale capace di governare la libertà e la
fecondità delle invenzioni e a trattenere nell'ambito delle
leggi dell'artifìcio, della poesia, dell'emozione e della
comunicazione estetiche — anche, o soprattutto, quando
l'astrazione toma al suo stato puro — l'esuberanza e la
congenita vitalità dell'immaginazione. |
|
Padova,
aprile 2005 |
Giorgio Segato |
|
(da :
Marilla Battilano, 1960-2000 genesi di un segno, Editrice
eidos, Mirano VE 2005) |
|
|
|
Marilla Battilana,
nata a Milano ma veneta di origine e di formazione artistica,
ha iniziato la sua attività negli anni Sessanta, passando da
un realismo iniziale a esperienze espressionistiche e ricerche
astratte. Autrice anche di poesia, narrativa, saggistica, fu
tra i primi, in Italia, a occuparsi di poesia visiva dal '65
in poi; e vede ora la sua pittura virare verso una sorta di
sistema scritturale, lettere misteriose di un personale
alfabeto o forse tessere di mosaico. Al suo attivo svariate
personali, fra cui due 'antologiche' in sedi comunali (Abano
Tenne, 2001 e Padova, 2002) e numerosissime collettive in
Italia e all'estero. |
|
|
|
Per ulteriori informazioni, si veda Giorgio Di Genova,
Storia dell 'Arte Italiana del Novecento. Voi.
Generazione Anni Trenta, Ediz. Bora, Bologna, 2001. |
|
|
|