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Mostre personali |
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Palazzo
Ex-Eca Osimo - 1984 |
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Galleria "Di
Esse" Tarante - 1985 |
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Galleria
"Spazio 2" Bari - 1986 |
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Palazzo
Baviera Senigallia - 1986 |
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Centro
Culturale "S. Silvestre" Osimo - 1987 |
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Galleria
"Arte Spazio 10" Bologna - 1987 |
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Galleria
Comunale Portorecanati - 1988 |
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Galleria
Municipale Loreto - 1989 |
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Galleria
Puccini Ancona - 1989 |
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Pinacoteca
Civitanova - 1989 |
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Circolo
Culturale Sirolo - 1990 |
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Galleria
degli Artisti Prato - 1991 |
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Palaia des
Arts Sanremo - 1991 |
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Castello di
Falconara - 1991 |
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Palazzo degli
Anziani Ancona - 1992 |
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Galleria
Perri Arte Campobasso - 1993 |
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Galleria Ars
Italica Milano - 1994 |
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Galleria
Comunale Recanati - 1994 |
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Galleria "II
Saggiatore" Roma - 1995 e 1996 |
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Mostre
collettive e premi |
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Collettiva
Oberdiana Ancona - 1980 |
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XVIII Ed.
Premio Primavera Foggia (premiato) - 1986 |
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Concorso
Int.le "Pisaurum d'oro" Fano (premio speciale) - 1986 |
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Concorso Int.le
"Durer" Milano (premiato) - 1986 |
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VI
Biennale d'Arte Pompei ( premiato) - 1987 |
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Premio "II
Quadrato" Milano - 1987 |
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Collettiva
Galleria Malatestiana Rimini - 1987 |
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VI Rassegna
di Pittura Livorno (premiato) - 1989 |
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Collettiva "II
mostra d'Arte Sacra" Sassoferrato - 1989 |
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Premio
Marche-Biennale d'Arte Contemporanea (ammesso) - 1989 |
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Collettiva
"Expo-Arte" Tirrenia - 1995 |
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1997
Galleria'93 -Bologna |
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1998 Galleria
Comunale - Civitanova Marche |
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1999 Galleria
di Palazzo Campana - Osimo |
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2000 Galleria
"II Saggiatore" - Roma |
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2001 Denis
Conley Gallery - Akron. Ohio. USA |
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2002 Galleria
"93-Bologna |
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2003 Centro
Culturale "San Silvestre" - Osimo |
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2004 Denis Conley Gallery - Akron. Ohio.
USA |
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1998 2ª
Mostra d'Arte Moderna e Contemporanea - Ancona |
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1999 Fiera
d'Arte - Padova |
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2000 Fiera
d'Arte-Bari |
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2001
Contemporanea - Fiera d'Arte di Forlì |
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2002
Contemporanea - Fiera d'Arte di Forlì |
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2004 Collettiva. Sharjah Art Museum - United Arab Emirates. |
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NEL CUORE
DEL PAESAGGIO |
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Ecco un pittore che sta crescendo con misura
costante nella verità e nel fulgore della sua terra e dei suoi
sentimenti. Il suo è un discorso completo e complesso ma
soprattutto "naturale" sulla natura. Così Attili dipinge senza
sofismi, senza divagazioni, senza quelle irritazioni
psicologiche e quei pretesti che lo farebbero deviare dalla
sua altrettanto naturale concezione dell'arte e dell'impegno.
Un elogio bisognava farlo a Pino Attili e ci sembra che questo
sia il più giusto e che corrisponda al vero. Una pittura la
sua, che si svolge senza esitazioni, nel più sincero suo
itinerario entro un naturale concetto di realismo
composto e personale. Come voler dire, perciò, che lo stesso
realismo e le stesse premesse di questa tendenza nella vita
dell'arte coincidono esattamente con le inclinazioni di Pino
Attili. Attili si è nutrirò schiettamente della realtà del
paesaggio della sua terra anche se ciò non gli ha impedito di
verificare queste cose con le cose e le nature raccolte con
gli occhi e con il cuore in altre latitudini, sotto altri
cicli, a contatto con altre realtà. Con il paesaggio nel
cuore, dunque (il paesaggio marchigiano) per entrare
nel cuore del paesaggio. La pittura di Pino Attili ha la
solidità e lo spessore delle cose che dipinge: è una pittura
diretta che non si nasconde sotto alcun simbolismo, ne
sotto alcuna allusione. Muoversi fra i suoi quadri è come
mettersi a girare dentro il paesaggio (dentro tutti i
paesaggi del mondo e dentro tutti i paesaggi dell'anima),
sull'Appennino e nella collina/campagna, e dentro il
paesaggio di persone/figure e gesti dei mercati e dei
paesi visitati in periplo lungo le sponde del Mediterraneo ed
altrove (Marocco, Afganistan) dentro il paesaggio/case
abbacinato dal sole e descritto con sapiente conoscenza della
luce del suo uso/ruolo. A guardare i suoi quadri si prova una
sorta di piacere fisico, una specie di sensoriale emozione. In
tal senso Attili è davvero un pittore "naturalista" nel senso
più alto del termine. E sono parole di una poetica visione del
mondo le cortecce degli altieri, il ruvido della terra, le
fughe di muri e tetti sotto il sole abbagliante, le linee
delle colline che si rincorrono in armonia mentre l'erba s'imbestia
al vento procurando gradazioni di colori verdi inenarrabili...
Ecco un pittore, concludiamo, che ha davvero una mano tanto
energica quanto dolce, che addensa la pasta cromatica con
impronta sicura e con un senso conciso e pure umoroso
dell'immagine. E' così che si "deve" stare nel cuore del
paesaggio. |
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Leonardo Mancino |
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UN POETICO
SPAZIO DI NATURA |
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Appare evidente nella pittura di Attili la
natura consolidata d'una immagine nella quale l'espressione
del sentimento è contraddistinta da una vitale tensione
narrativa. La vita nelle sue molteplici e differenziate
situazioni dall'artista è colta con profonda introspezione e
compositivamente raffigurata in forme e linee pittoriche
equilibrate. Infatti materismo e gestualità che strutturano
profondamente il linguaggio visivo dell'artista non
definiscono l'immagine in una concezione istintivamente
primitiva o neo-informale ma la configurano in un'analisi
costruttiva ispirata ad un ordine classico di
rappresentazione. Sono fattori espressivi che rafforzano il
nodo plastico della energica morfologia di Attili e nel
contempo rilevano la rigorosa e meditata ricerca presente nei
suoi dipinti. Campi di grano, ginestre, prospettive di
paesaggi si distinguono per la sagacia della loro
organizzazione spaziale, lo scatto automatico con cui
l'artista simultaneamente passa da tagli 'bassi' della
rappresentazione sino all'infinito dispiegarsi dell'orizzonte.
Una percezione prospettica che viene rinvigorita dalla
pennellata che trasforma incisive tensioni segniche il
naturalismo di Attili e manifesta tutta la libera animazione
poetica da cui è permeato. Da notare ancora la forza del
colore che nella fioritura del giallo campestre, nel rosso
acceso dei papaveri, nel riposo dell'azzurro come anche nello
spessore fisico di verdi e marroni, sperimenta il sentimento
d'una comunicazione artistica acutamente interiorizzata e
aperta al ritmo e al dinamismo di cosmiche sensazioni.
Pertanto la pittura di Attili si presenta autenticamente
ispirata, lucida nelle sue motivazioni come nelle risultanze
visive. L'ampio curriculum di mostre personali ed esposizioni
collettive del resto non fa che confermare il temperamento
creativo dell'artista, il senso della sua pittura: lirica
coscienza di una natura che è inesauribile ricchezza umana ed
estetica, tanto nella concretezza dei suoi aspetti fisici
quanto e soprattutto nel metaforico simbolismo della sua
artistica trasfigurazione. |
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Teodosio
Martucci |
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E' ben evidente che la pittura di Pino Attili marchigiano si
fonda su una notevole base culturale e su un'esperienza ricca
di osservazione e di coinvolgimenti con la natura. U colore è
il testimone di ciò, ove canta il paesaggio con grande resa
poetica, ove gioca il contrappunto con l'emozione del commosso
e partecipe "viaggiatore per il mondo". La ricca linea
marchigiana che ha tanto dato allo sviluppo dell'arte
italiana, ora ha un testimone puntuale e sicuro. |
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Lino Angiuli |