Giuseppe Attili

Via Buon Villano, 2
60027 Osimo (AN)
 

071/72.30.080
 

 
 
 
   
 

 
Mostre personali
Palazzo Ex-Eca Osimo - 1984
Galleria "Di Esse" Tarante - 1985
Galleria "Spazio 2" Bari - 1986
Palazzo Baviera Senigallia - 1986
Centro Culturale "S. Silvestre" Osimo - 1987
Galleria "Arte Spazio 10" Bologna - 1987
Galleria Comunale Portorecanati - 1988
Galleria Municipale Loreto - 1989
Galleria Puccini Ancona - 1989
Pinacoteca Civitanova - 1989
Circolo Culturale Sirolo - 1990
Galleria degli Artisti Prato - 1991
Palaia des Arts Sanremo - 1991
Castello di Falconara - 1991
Palazzo degli Anziani Ancona - 1992
Galleria Perri Arte Campobasso - 1993
Galleria Ars Italica Milano - 1994
Galleria Comunale Recanati - 1994
Galleria "II Saggiatore" Roma - 1995 e 1996
Mostre collettive e premi
Collettiva Oberdiana Ancona - 1980
XVIII Ed. Premio Primavera Foggia (premiato) - 1986
Concorso Int.le "Pisaurum d'oro" Fano (premio speciale) - 1986
Concorso Int.le "Durer" Milano (premiato) - 1986
VI Biennale d'Arte Pompei ( premiato) - 1987
Premio "II Quadrato" Milano - 1987
Collettiva Galleria Malatestiana Rimini - 1987
VI Rassegna di Pittura Livorno (premiato) - 1989
Collettiva "II mostra d'Arte Sacra" Sassoferrato - 1989
Premio Marche-Biennale d'Arte Contemporanea (ammesso) - 1989
Collettiva "Expo-Arte" Tirrenia - 1995
1997 Galleria'93 -Bologna
1998 Galleria Comunale - Civitanova Marche
1999 Galleria di Palazzo Campana - Osimo
2000 Galleria "II Saggiatore" - Roma
2001 Denis Conley Gallery - Akron. Ohio. USA
2002 Galleria "93-Bologna
2003 Centro Culturale "San Silvestre" - Osimo
2004 Denis Conley Gallery - Akron. Ohio. USA
1998 2ª Mostra d'Arte Moderna e Contemporanea - Ancona
1999 Fiera d'Arte - Padova
2000 Fiera d'Arte-Bari
2001 Contemporanea - Fiera d'Arte di Forlì
2002 Contemporanea - Fiera d'Arte di Forlì
2004 Collettiva. Sharjah Art Museum - United Arab Emirates.
NEL CUORE DEL PAESAGGIO

Ecco un pittore che sta crescendo con misura costante nella verità e nel fulgore della sua terra e dei suoi sentimenti. Il suo è un discorso completo e complesso ma soprattutto "naturale" sulla natura. Così Attili dipinge senza sofismi, senza divagazioni, senza quelle irritazioni psicologiche e quei pretesti che lo farebbero deviare dalla sua altrettanto naturale concezione dell'arte e dell'impegno. Un elogio bisognava farlo a Pino Attili e ci sembra che questo sia il più giusto e che corrisponda al vero. Una pittura la sua, che si svolge senza esitazioni, nel più sincero suo itinerario entro un naturale concetto di realismo composto e personale. Come voler dire, perciò, che lo stesso realismo e le stesse premesse di questa tendenza nella vita dell'arte coincidono esattamente con le inclinazioni di Pino Attili. Attili si è nutrirò schiettamente della realtà del paesaggio della sua terra anche se ciò non gli ha impedito di verificare queste cose con le cose e le nature raccolte con gli occhi e con il cuore in altre latitudini, sotto altri cicli, a contatto con altre realtà. Con il paesaggio nel cuore, dunque (il paesaggio marchigiano) per entrare nel cuore del paesaggio. La pittura di Pino Attili ha la solidità e lo spessore delle cose che dipinge: è una pittura diretta che non si nasconde sotto alcun simbolismo, ne sotto alcuna allusione. Muoversi fra i suoi quadri è come mettersi a girare dentro il paesaggio (dentro tutti i pae­saggi del mondo e dentro tutti i paesaggi dell'anima), sull'Appennino e nella collina/campagna, e dentro il paesaggio di persone/figure e gesti dei mercati e dei paesi visitati in periplo lungo le sponde del Mediterraneo ed altrove (Marocco, Afganistan) dentro il paesaggio/case abbacinato dal sole e descritto con sapiente conoscenza della luce del suo uso/ruolo. A guardare i suoi quadri si prova una sorta di piacere fisico, una specie di sensoriale emozione. In tal senso Attili è davvero un pittore "naturalista" nel senso più alto del termine. E sono parole di una poetica visione del mondo le cortec­ce degli altieri, il ruvido della terra, le fughe di muri e tetti sotto il sole abbagliante, le linee delle colline che si rincorrono in armonia mentre l'erba s'imbestia al vento procurando gradazioni di colori verdi inenarrabili... Ecco un pittore, concludiamo, che ha davvero una mano tanto energica quanto dolce, che addensa la pasta cromatica con impronta sicura e con un senso conciso e pure umoroso dell'immagine. E' così che si "deve" stare nel cuore del paesaggio.

Leonardo Mancino

UN POETICO SPAZIO DI NATURA

Appare evidente nella pittura di Attili la natura consolidata d'una immagine nella quale l'espressione del sentimento è contraddistinta da una vitale tensione narrativa. La vita nelle sue molteplici e differenziate situazioni dall'artista è colta con profonda introspezione e compositivamente raffigurata in forme e linee pittoriche equilibrate. Infatti materismo e gestualità che strutturano profondamente il linguaggio visivo dell'artista non definiscono l'immagine in una concezione istintivamente primitiva o neo-informale ma la configurano in un'analisi costruttiva ispirata ad un ordine classico di rappresentazione. Sono fattori espressivi che rafforzano il nodo plastico della energica morfologia di Attili e nel contempo rilevano la rigorosa e meditata ricerca presente nei suoi dipinti. Campi di grano, ginestre, prospettive di paesaggi si distinguono per la sagacia della loro organizzazione spaziale, lo scatto automatico con cui l'artista simultaneamente passa da tagli 'bassi' della rappresentazione sino all'infinito dispiegarsi dell'orizzonte. Una percezione prospettica che viene rinvigorita dalla pennellata che trasforma incisive tensioni segniche il naturalismo di Attili e manifesta tutta la libera animazione poetica da cui è permeato. Da notare ancora la forza del colore che nella fioritura del giallo campestre, nel rosso acceso dei papaveri, nel riposo dell'azzurro come anche nello spessore fisico di verdi e marroni, sperimenta il sentimento d'una comunicazione artistica acutamente interiorizzata e aperta al ritmo e al dinamismo di cosmiche sensazioni. Pertanto la pittura di Attili si presenta autenticamente ispirata, lucida nelle sue motivazioni come nelle risultanze visive. L'ampio curriculum di mostre personali ed esposizioni collettive del resto non fa che confermare il temperamen­to creativo dell'artista, il senso della sua pittura: lirica coscienza di una natura che è inesauribile ricchezza umana ed estetica, tanto nella con­cretezza dei suoi aspetti fisici quanto e soprattutto nel metaforico simbolis­mo della sua artistica trasfigurazione.

Teodosio Martucci

E' ben evidente che la pittura di Pino Attili marchigiano si fonda su una notevole base culturale e su un'esperienza ricca di osservazione e di coinvolgimenti con la natura. U colore è il testimone di ciò, ove canta il paesaggio con grande resa poetica, ove gioca il contrappunto con l'emozione del commosso e partecipe "viaggiatore per il mondo". La ricca linea marchigiana che ha tanto dato allo sviluppo dell'arte italiana, ora ha un testimone puntuale e sicuro.

Lino Angiuli