A. ADELAÏDE

Via Sandro Pertini, 43
06083 Bastia Umbra (PG)
 

 
 

 
 

 
 
   
 

 

Posare lo sguardo sulle opere di Adelaïde è essere attratti in una magia. Una magia raffinata, come raffinate sono le sue opere.

Adelaïde imprime nelle sue pitture tutta la sensibilità, la raffinatezza, la delicatezza propria di chi ha con l’arte un’intimità quasi mistica.

Il tratto dell’artista è armonico, maestoso, emozionante, un incedere regale del pennello sulla tela.
Una fusione perfetta, armonica, di luci e colori.
La pittura di Adelaïde è vasta, ricca ed espressiva, imperlata di poesia, velata di reminescenze nostalgiche.
Dagli anfratti della memoria l’artista riporta a coloro che si apprestano ad ammirare la sua arte,  figure classiche dal valore emozionale intramontabile. Figure in atteggiamento pacato, quieto, equilibrato.
Riesce a colpire l’intimo con colori caldi, emozioni antiche riportate con una freschezza vibrante di palpiti.
Colori dolci e vivi, il tratto è sicuro, dettagliato. Una pittura vibrante, calorosa, emozionante.
Operazioni del cuore e della memoria, caratterizzano il percorso artistico di Adelaïde.
Le composizioni sono di un equilibrio raro, di un’armonia non comune, di una saggezza straordinaria.
Nulla del caotico che ci circonda, influisce sulle atmosfere magiche e senza tempo che l’artista riesce a stagliare sulla tela.
La potenza del gesto pittorico è innegabile.
In “ Madonna con bambino”, Adelaïde rappresenta la fragilità eterea della madre celeste, i due volti uniti in una dolcezza senza tempo. L’amore inestinguibile della madre per il proprio figlio.
Gli sguardi soffusi di dolcezza, grazia e soavità che il tempo non scalfisce.
La maestria dell’artista, ancora ci sorprende in “Ragazza seduta con caraffa e piccolo gregge”.
I colori caldi e avvolgenti, miscelati con sapienza. Il tratto morbido, elegante.
Seppur lo sguardo ci è sapientemente celato, tutto intorno ci lascia immaginare la grazia della ragazza.
Così come in “Ragazza con cestino di frutta e fiori”, adagiata sulla riva del ruscello, sguardo rivolto all’altrove. Le pieghe della gonna minuziosamente perfette, il manto azzurro sapientemente lasciato sul grembo, l’artista ancora una volta ci porta a notare la ricerca del particolare, quella ricerca che rende il dipinto una magia.
L’ampiezza del cielo in “Paesaggio olandese” ci avvolge piacevolmente, il tutto ci appare di una tranquillità onirica, il lago riflette l’azzurro del cielo, un equilibrio delicato e perfetto di colori, figure, natura.
Il talento indubbio di Adelaïde, ancora si mostra in tutta la sua maestria in “Bimba imbronciata con rose e ciliegie” lo sguardo volto in basso, la testa piegata, le sapienti ombre sul viso, la fragilità della bimba, “l’attimo”saputo cogliere dall’artista.
Attimi di dolcezza,  di fanciullesca incertezza che ci fa cogliere in “Bimbo con cardellino”, e ancora una volta non può non sorprenderci l’attenzione ai dettagli, i boccoli del bimbo, le pieghe delle dita, il cardellino che fende le ali pronto a spiccare il volo.
E’ soffusa di antica poesia la ricerca del colore in “Mosca cieca”, i colori, delicatissime perle di luce posate con estrema attenzione sulla tela, con un timore quasi riverenziale di disturbare un equilibrio di forme assoluto.
Adelaïde, ci da ennesima prova della sua arte impeccabile in “Trionfo di natura morta”, la sofisticata ricerca delle sfumature, i colori accostati con abilità e destrezza, lo studio sagace del particolare.
Talento, abilità, tecnica, una fusione perfetta per quella che è una pittura emozionante e fortemente rappresentativa dell’animo e dei sentimenti di Adelaïde. (Sandra Mirto)
 
Che l’arte nella sua massima espressione sia la prerogativa di Adelaïde ci appare in modo inequivocabile sempre, ogni qualvolta si ha il piacere di potersi soffermare innanzi ad una sua composizione, ogni qualvolta che incantati siamo attratti da quanto lei con il garbo e la tecnica indiscutibile che la contraddistingue, ci presenta un’ ennesima espressione dell’essere artista
La pittura di Adelaïde, non si può non amare, è un’arte di manifesta raffinatezza, sobria, romantica, una pittura che evidenzia spesso, cogliendo piacevolmente il nostro stupore, un rapporto privilegiato della nostra artista con il sacro, è una pittura sempre proposta per deliziare coloro che si apprestano a posare lo sguardo su essa.
Adelaïde, riesce a rappresentare senza sforzo, la pace e la serenità che intercorre tra l’uomo, la sacralità, la divina presenza, il tutto con un’armonia che affiora e si staglia con tutta la sua splendida energia creativa nelle sue tele.
L’arte di Adelaïde, è senza tempo, nasce per sfidare le ciclicità e le mode passeggere, sboccia dalle magiche mani dell’artista per affidarsi senza timori agli anni a venire, germoglia e si evidenzia attraverso le sue capacità.
E’ una pittura autorevole e ben definita nella sua autonomia stilistica. Antica e nuova nella sua concezione più profonda, squisitamente costruita in una prospettiva che guarda al di là di quelle che sono le correnti momentanee dei cicli decorativi, va ben oltre e supera senza sforzo alcuno, le finte rivoluzioni stilistiche che periodicamente ci vengono preposte. E’ un’arte durevole, erudita, quasi monumentale, un’arte che sempre trova consensi e sempre ne troverà perché quello che nasce costellato di tanta bellezza e creatività,  non può che sfidare il tempo.
L’arte di Adelaïde, è una preziosa testimonianza di come si possa essere piacevolmente ancorati al più fine classicismo pittorico, di come si possa essere moderni senza per questo discostarsi dalla pittura nelle sue espressioni più coinvolgenti, di come si possa essere pienamente artista del contemporaneo senza per questo legarsi a frivolezze cromatiche, senza esulare dal quella che è l’arte nella sua manifestazione più pura, nel suo fraseggio più limpido, incontaminato e autentico.
La lirica espressiva di Adelaïde, incanta e sorprende, affascina ed estasia, meraviglia e seduce.
Ci attrae nella sua suggestione, vibra e ci fa vibrare. Ricerca del cromatismo, linee sontuose e pienamente definite, colori corposi.
Adelaïde, in “Madonna del grappolo d’uva”, porta alla tela blu rosso e bianco, con un senso del colore espressivo e sontuoso. La sensibilità dell’artista, ancora emerge nelle espressioni delle figure. La madre, dolce e accorata nel porgere il frutto al pargolo divino, gli occhi dolcemente volti al frutto del suo ventre tanto amato, il velo sul capo che li avvolge, unendoli quasi, in un sempiterno e amorevole abbraccio entrambi. La mano della Madre Sante che cinge il bimbo.
Delicate e sapienti le ombre sui visi, il bimbo che discosta lo scialle a volgerci uno sguardo pregno di soave dolcezza, magico nel suo essere verbo e pargolo.
L’artista ancora ci da prova evidente delle sue capacità, in “Primavera dormiente”, la bimba sorridente che volge gli occhi al cane, quasi un dialogo nel vicendevole sguardo, la mano tesa, la cesta. Incantati si indugia, attimi sospesi ad attendere che un suono emerga, come se tutto potesse prendere vita, il guaito del cane, la risata cristallina della giovinetta, si attende…. Ammaliati dagli elementi cromatici, dai toni ricercati.
Personaggi sempre rappresentati e legati tra essi da giochi di sguardi, da gesti, da atmosfere in cui luci e colori sono sagacemente amalgamati.
Una pittura che è narrazione poetica.
Intense emozioni, è quello che pervade, quando si è al cospetto delle opere di Adelaïde.
Emozioni, il filo che lega arte e chi ad essa si avvicina.
L’arte è e deve essere turbamento interiore per chi guarda, batticuore e commozione, l’arte deve colpire l’intimo, scatenare sensazioni, apportare suggestioni, avvolgere, coinvolgere, sentirsi quasi un tutt’uno con l’opera, cosa accade con naturalezza, quando si ammira l’opera di Adelaïde. (Sandra Mirto)